Toni lancia l'idea: "Palestra è un terzino, non un esterno. Il 3-5-2 limita il talento"
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Toni lancia l’idea: “Palestra è un terzino, non un esterno. Il 3-5-2 limita il talento”

Luca Toni lancia l’idea per valorizzare Marco Palestra: “È un terzino destro, non un quinto”. Una critica netta al 3-5-2.

Marco Palestra è un terzino destro, non un esterno a tutta fascia. A dirlo è Luca Toni, campione del mondo nel 2006, che dal podcast “Calcio Franco” lancia una precisa indicazione tattica per il giocatore del Cagliari, criticando un sistema di gioco diffuso in Italia. Il 3-5-2. Un modulo che, secondo l’ex attaccante, sta impoverendo il calcio nostrano.

“Servono giocatori che saltano l’uomo”

L’analisi di Toni parte da un presupposto netto. Il calcio italiano ha smesso di cercare il talento puro: “Negli ultimi anni si doveva trovare il braccetto giusto”, spiega, invece di un fantasista. La conseguenza è una perdita di inventiva. In questo contesto, giocatori con la gamba e la corsa di Palestra vengono etichettati come “quinti” di centrocampo, costretti a percorrere l’intera corsia. Un ruolo che all’estero, secondo Toni, non avrebbe la stessa interpretazione: “Se va a giocare al Borussia, quello è un terzino”. L’ex centravanti boccia l’idea che un giocatore debba coprire tutta la fascia da solo, perché questo limita la presenza di ali capaci di creare superiorità numerica con il dribbling.

La difesa a quattro come soluzione

Per Toni, la via per liberare il potenziale di giocatori come Palestra e Dimarco è una sola. Il ritorno alla difesa a quattro: “Palestra deve fare il terzino destro”, afferma senza mezzi termini. In un sistema 4-4-2 o 4-3-3, davanti a lui ci sarebbe spazio per un esterno offensivo, un giocatore in grado di puntare l’avversario. Il 3-5-2, al contrario, viene definito come un modulo rigido e non adattabile, buono per le squadre che lottano per la salvezza ma non per chi ha ambizioni: “In un 3-5-2 dove lo metti un fantasista?”, si chiede Toni.