L’infermeria è piena, ma Fabio Pisacane non cerca alibi. Alla vigilia della sfida casalinga contro il Lecce, il tecnico del Cagliari affronta l’emergenza infortuni con pragmatismo, definendo la gara dell’Unipol Domus una finale da vincere con la forza del collettivo. La squadra deve fare a meno di diverse pedine, ma la filosofia non cambia: chi scende in campo è più determinante di chi resta fuori.
Emergenza totale, ma il gruppo risponde
La situazione è complessa. Alle assenze già note di Borrelli, Belotti, Felici, Deiola e Folorunsho si sono aggiunte quelle di Gaetano, fermato da un problema all’adduttore, e di Zé Pedro, che ha accusato un fastidio al polpaccio. Due giocatori che, dopo un avvio di stagione con poco minutaggio, avevano trovato continuità. Pisacane non si nasconde. “Dispiace, ma se chi manca è importante, lo è ancora di più chi avrò a disposizione”, ha dichiarato il tecnico. Per l’allenatore rossoblù, le difficoltà si trasformano in un’occasione per chi ha giocato meno e ora ha la possibilità di dare il proprio contributo. La forza del Cagliari, ha ribadito, risiede nel gruppo.
Mina leader, il ritorno di Dossena
Una buona notizia arriva da Yerry Mina. Il difensore colombiano sta bene e si è allenato regolarmente dopo essere stato gestito in settimana. Il suo impiego era stato totale nelle tre gare precedenti e un periodo di riposo era necessario. “Anche il riposo è allenante”, ha spiegato Pisacane, confermando la presenza del giocatore contro il Lecce. La sua leadership è un riferimento per la squadra, con il club che lo supporta nel suo obiettivo di disputare un grande finale di stagione per guadagnarsi la convocazione ai Mondiali. Parole di elogio anche per Alberto Dossena, tornato in campo contro la Roma dopo undici mesi di stop. Un rientro non semplice, che Pisacane, ex calciatore, comprende bene. “Ha tenuto il campo, è cresciuto alla distanza. Aveva bisogno di giocare, mettere benzina nelle gambe: in futuro farà meglio”.
Una battaglia senza calcoli
La partita contro il Lecce è uno scontro diretto. Pisacane la definisce una “finale”, esattamente come quella dell’andata. Non è un match point, perché il campionato è ancora lungo, ma una tappa di peso contro una squadra organizzata e aggressiva. Il tecnico si aspetta una battaglia costruita sui dettagli e sulle letture tattiche, tra due formazioni affamate di punti. Per questo, non vuole sentire parlare di calcoli di classifica. “Mi auguro che nessuno di noi li faccia, nel calcio non ti puoi rilassare”. La squadra, secondo l’allenatore, ha già dimostrato di saper navigare nelle difficoltà e non commetterà l’errore di abbassare la guardia, a maggior ragione con tante assenze.




