Al termine della sfida che ha visto il Cagliari imporsi sul Verona, il direttore sportivo degli scaligeri, Sean Luca Sogliano, si è presentato in sala stampa per un’analisi schietta e diretta della prestazione della sua squadra. Le sue parole, cariche di delusione ma anche di determinazione, delineano un momento complesso per il club veneto, chiamato a una reazione immediata.
L’analisi della sconfitta
Sogliano non ha cercato alibi per descrivere una sconfitta definita “brutta”, attribuendo la causa principale a una mancanza di “tensione nervosa giusta”. Il direttore sportivo ha sottolineato come la sua squadra abbia subito due gol su altrettanti tiri nel primo tempo, un dato che evidenzia una fragilità difensiva preoccupante. La situazione si è ulteriormente complicata a inizio ripresa, con un’espulsione che ha lasciato il Verona in dieci uomini dopo appena cinque minuti. Di fronte a queste difficoltà, il messaggio di Sogliano è stato perentorio: “Dobbiamo alzare le teste, perché una squadra che abbassa troppo la testa a me non piace e non lo accetto”.
Nessun dramma, ma serve una svolta
Nonostante la durezza del commento, Sogliano ha invitato l’ambiente a non “gridare allo scandalo”, ricordando le difficoltà affrontate dal club nelle stagioni precedenti, con salvezze conquistate in extremis. Per il dirigente, è fondamentale accettare il momento difficile, aggravato da classifica e infortuni, e trovare l’energia per “fare di più”. In quest’ottica, ha scelto di presentarsi lui stesso ai microfoni al posto dell’allenatore Zanetti, ritenendo inutile un suo intervento a caldo. “Andiamo a casa e pensiamo a cosa fare”, ha concluso Sogliano, lasciando intendere la necessità di una profonda riflessione interna per invertire la rotta.




