Rog via da Cagliari: "Qui io e la mia famiglia ci siamo sentiti a casa"
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Rog via da Cagliari: “Qui io e la mia famiglia ci siamo sentiti a casa”

Marko Rog si congeda dal Cagliari e dai suoi tifosi con un toccante messaggio. Il centrocampista croato esprime la sua gratitudine alla Sardegna per il sostegno ricevuto, anche nei momenti difficili.

Marko Rog e il Cagliari si separano. Il centrocampista croato ha affidato ai canali social del club un video messaggio per congedarsi dalla società, dalla squadra e dai suoi tifosi dopo la risoluzione del contratto. Le sue parole tracciano il bilancio di un’esperienza intensa, segnata da un profondo legame con l’isola e la sua gente.

Il ringraziamento al popolo sardo

Nel suo messaggio di saluto, Rog ha sottolineato come fin dal suo arrivo si sia sentito accolto: “Qui, dal primo giorno, io e la mia famiglia ci siamo sentiti a casa”. Il calciatore ha espresso una sincera gratitudine verso il popolo sardo, definito “unico”, per il costante sostegno ricevuto. Un supporto manifestato non solo nei momenti di gioia, ma soprattutto durante le fasi più complesse della sua avventura in rossoblù. “Insieme abbiamo pianto, gioito e condiviso emozioni che per sempre porterò nel cuore”, ha dichiarato, evidenziando un legame che resterà indissolubile nel tempo.

Un onore indossare la maglia rossoblù

Il centrocampista ha ripercorso la sua esperienza sul campo, ricordando il primo periodo entusiasmante vissuto da protagonista. Ha poi ammesso con onestà che “molte cose non sono andate come avremmo voluto”, riferendosi probabilmente anche ai gravi infortuni subiti. Nonostante le difficoltà, Rog ha ribadito il suo forte attaccamento alla maglia, considerata un “onore” da indossare sui campi d’Italia. Ha concluso il suo intervento ringraziando l’intera struttura del club, dal presidente Giulini a ogni singolo dipendente, e riaffermando il suo impegno a ricambiare l’affetto ricevuto attraverso “rispetto, impegno e professionalità”. Il suo saluto si chiude con un immancabile “Forza Casteddu, sempre!”.