Una squadra frenetica e imprecisa. Questa è la fotografia del Cagliari dopo la sconfitta di lunedì sera contro il Lecce, un’analisi condivisa dal tecnico Fabio Pisacane e approfondita dal giornalista Vittorio Sanna. Il problema principale risiede nella mancanza di un difensore capace di comandare l’intero reparto, ma le difficoltà della squadra appaiono più estese e toccano ogni zona del campo.
Centrocampo da ricostruire e attacco sterile
Le assenze pesano. L’equilibrio garantito in passato da Deiola, Mazzitelli e Gaetano non è stato replicato, lasciando la squadra senza riferimenti in uscita e nel recupero palla. La scelta di Sulemana, pur garantendo pressing, non ha offerto la stessa qualità nella costruzione della manovra. Secondo Sanna, la sua non è una giocata che “pulisce la palla” per creare superiorità. Anche la sostituzione di un giocatore tecnico come Gaetano con esterni come Idrissi e Palestra si è rivelata inefficace, rendendo più semplice la fase difensiva per gli avversari. In attacco si sente la mancanza di una terza punta, con Albarracín non ancora pronto e Idrissi adattato in una posizione più avanzata. Una soluzione poteva essere l’impiego anticipato di Yael Trepy, data la sua duttilità.
Una difesa senza comando
Il gol subito ha messo in luce le responsabilità di Caprile, ma anche i limiti di un sistema. Il portiere soffre quando viene schiacciato sulla linea di porta durante i calci piazzati. La linea difensiva dovrebbe posizionarsi più alta per concedergli lo spazio necessario per intervenire. Se il portiere salta sul posto mentre l’avversario prende la rincorsa, il duello aereo diventa impari. Serve una distanza diversa tra difesa e portiere e un assetto da rivedere sui calci da fermo. Ma il nodo centrale, secondo l’analisi di Sanna, è un altro. Al Cagliari manca un difensore in grado di guidare la linea. Non basta essere protagonisti, bisogna saper comandare l’intero reparto.




