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Stadio Cagliari, Farris contesta: “È un’operazione pubblica con soldi dei cittadini”

L’avvocato e consigliere comunale Giuseppe Farris attacca il progetto del nuovo stadio, definendolo un’operazione pubblica e non privata, con un danno potenziale di 36,5 milioni per il Comune.

Sessanta milioni di euro di contributi pubblici si configurano come aiuti di Stato. A dirlo è il consigliere comunale Giuseppe Farris, che solleva una questione sul progetto del nuovo stadio del Cagliari: la mancata notifica dell’operazione alla Commissione Europea. Un passaggio che, secondo l’avvocato, espone l’intero iter a rischi e cambia la narrazione dell’investimento, spostandola dal privato al pubblico.

Il nodo del canone di concessione

La proposta del Cagliari Calcio è di 50mila euro all’anno. Una cifra che Farris giudica inaccettabile, calcolando una perdita per la collettività di 36,5 milioni di euro nell’arco dei 50 anni di concessione. Un calcolo basato su parametri comunitari. Secondo l’analisi del consigliere, il canone corretto dovrebbe essere calcolato come percentuale sui ricavi previsti dal piano economico-finanziario, arrivando a 785mila euro annui. Non i 50mila proposti dal club.

Un progetto a trazione pubblica

L’investimento pubblico supera quello privato. Farris elenca i fondi destinati all’opera: 50 milioni di euro stanziati dalla Regione, 10 milioni dal Comune e un project bond da 30 milioni di euro garantito da Sfirs. A queste somme si aggiungerebbe anche la rinuncia del Comune a incassare la Tosap per tutta l’area data in concessione. Le osservazioni critiche sono state raccolte in un documento che sarà depositato in vista del dibattito in Consiglio comunale, dove la discussione si preannuncia tesa.