La sua storia parte da un piccolo paese tra le montagne. Un centro di 700 abitanti nel cuore della Sardegna. Da qui è partito Riyad Idrissi, difensore del Cagliari, che ha raccontato il suo percorso nell’episodio “Cronache on Tour – A Cagliari piangi una volta sola” di Cronache di Spogliatoio. Nato da genitori marocchini, il suo è un racconto che unisce calcio e integrazione.
Dalle montagne alla Serie A
Il viaggio di Idrissi inizia lontano dai riflettori: “Sono nato e cresciuto in Sardegna, in un piccolo paese nel cuore dell’isola, tra le montagne, con appena 700 abitanti, a Sadali, da papà e mamma entrambi marocchini”, ha spiegato il giocatore. I primi calci al pallone nella polisportiva del suo paese, poi il passaggio alla Polisportiva Isili, una football academy legata al Cagliari. Un percorso che lo ha portato fino alla massima serie: “Penso di poter essere un esempio proprio per questo, perché vengo da un posto in mezzo al nulla”, ha affermato Idrissi. Il legame con la sua comunità è forte. Lo testimonia un dettaglio: “Nel campo della squadra del mio paese hanno appeso un cartellone con scritto ‘Tutti pazzi per Riad’”.
Un simbolo di integrazione
La storia di Idrissi va oltre il campo da gioco, diventa un racconto di accoglienza e appartenenza: “È un’immagine che racconta tanto, perché rappresenta il legame che c’è tra tutti noi, ma anche il valore dell’integrazione”, ha detto il difensore. Il racconto si sofferma sull’esperienza della sua famiglia, arrivata dal Marocco e accolta senza riserve: “I miei genitori non sono di origine italiana, sono arrivati tanti anni fa, ma sono sempre stati accolti a braccia aperte”. Un sostegno mai venuto meno: “Nei momenti di bisogno, tutto il paese ci è sempre stato vicino, senza mai guardarci in modo diverso”.




