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Crisi Cagliari, secondo Boi l’attacco è il problema. I numeri a supporto della tesi

La crisi del Cagliari non nasce dalla cessione di Luperto. Un’analisi numerica svela il vero problema: un attacco che ha smesso di segnare, sollevando dubbi sulle scelte tattiche di Pisacane.

La cessione di Sebastiano Luperto è diventata un alibi. Mentre il Cagliari sprofonda in una crisi di risultati, l’analisi del giornalista Giuseppe Boi, affidata ai social, sposta il focus dal mercato alla sterilità offensiva della squadra. I numeri confermano la sua tesi. La difesa regge, ma l’attacco ha smesso di segnare.

Difesa, un falso problema

Continuare a discutere della partenza del difensore, oggi alla Cremonese, rischia di distogliere l’attenzione dai veri nodi. I dati sulla fase difensiva lo dimostrano. Con Luperto in campo, la squadra subiva in media 1,35 gol a partita. Nelle otto gare successive alla sua cessione, la media è salita a 1,63. Un aumento contenuto, che non giustifica il crollo della squadra. Secondo Boi, la vendita del giocatore a determinate cifre è stata una scelta corretta della società. Il problema non è chi è partito, ma chi è rimasto e non riesce più a trovare la via del gol.

L’attacco non segna più

Il vero crollo è nei numeri offensivi. Un dato è allarmante. Nelle ultime otto giornate, il Cagliari ha segnato appena quattro reti, con una media di 0,5 gol a partita. Un dimezzamento rispetto al già modesto bottino di 1,03 gol a gara mantenuto nelle precedenti 31 giornate. Questa sterilità non può certo dipendere dall’assenza di un difensore. L’analisi solleva interrogativi diretti sulle scelte di Fabio Pisacane. Perché Kilicsoy trova poco spazio? Qual è la logica dietro l’impiego di Folorunsho come “falso nove” o la posizione di Esposito, spesso troppo lontano dalla porta? Oltre le assenze per infortunio, che pure pesano, le questioni tattiche restano aperte. E una domanda riguarda direttamente i giocatori: dove sono finite la rabbia e la fame viste dopo le vittorie con Juventus, Fiorentina e Verona?