La vittoria ha radici profonde. Un anno fa, Fabio Pisacane, oggi tecnico della prima squadra, sollevava al cielo la Coppa Italia con la sua Primavera. Un trionfo che non è solo un ricordo. Rappresenta il DNA che il tecnico vuole trasmettere al suo Cagliari, un mix di solidità e colpi letali.
Il 3-0 al Milan che scrisse la storia
Milano si tinse di rossoblù. All’Arena Civica, i giovani del Cagliari dominarono il Milan con un netto 3-0, conquistando un trofeo che mancava da tempo. Fu una prova di forza. La squadra dimostrò una maturità tattica impressionante, colpendo nei momenti decisivi e resistendo alla pressione avversaria, che pure gestì a lungo il possesso palla. Non bastò ai rossoneri. Nemmeno un rigore a favore riuscì a riaprire la partita, a testimonianza della compattezza difensiva voluta dal tecnico, considerata la migliore del campionato.
Da Trepy a Pisacane: il filo che lega la Primavera alla Serie A
Quel successo non fu un caso. Per arrivare in finale, i rossoblù eliminarono avversari del calibro di Juventus e Fiorentina, mostrando una crescita costante durante tutto il torneo. Un percorso da grande squadra. A mettere il sigillo sulla finale fu Yael Trepy, subentrato nella ripresa per chiudere definitivamente i conti dopo le reti iniziali di Vinciguerra e Bolzan. Oggi Trepy è una pedina della rosa di Serie A. Lo allena lo stesso uomo che lo lanciò in quella finale, in un cerchio che unisce il settore giovanile e la prima squadra sotto un’unica visione.




