Cagliari, la ricetta di Cornacchia: "Quattro punti bastano per la salvezza"
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Cagliari, la ricetta di Cornacchia: “Quattro punti bastano per la salvezza”

L’ex difensore Carlo Cornacchia traccia la rotta per il Cagliari: servono quattro punti per la salvezza. E per il futuro, un monito: non cambiare l’identità di una squadra nata per lottare. Alcuni passaggi della sua intervista esclusiva a TuttoCagliari.net.

La salvezza non è ancora in tasca. Secondo l’ex difensore Carlo Cornacchia, in rossoblù fra il 1989 e il 1991, al Cagliari servono altri quattro punti per chiudere definitivamente i conti. L’analisi, rilasciata in un’intervista esclusiva a Tuttocagliari.net, non si ferma però al presente, ma traccia una linea chiara anche per il futuro della squadra. La base è una sola.

Quattro punti e la conferma di Pisacane

La matematica non dà ancora certezze. Cornacchia fissa l’obiettivo per le prossime partite, indicando un percorso preciso per raggiungere la tranquillità. “Io credo che quattro punti nelle prossime quattro partite possano valere la salvezza al cento per cento”, ha spiegato l’ex giocatore. Il focus è sulle gare casalinghe. Le sfide contro Udinese e Torino diventano così appuntamenti da non fallire, pur con la consapevolezza di affrontare “avversari insidiosi ai quali occorre prestare la massima attenzione”. Il merito di questa posizione di classifica va attribuito al tecnico. Per Cornacchia, Fabio Pisacane “si è meritato sul campo la riconferma, guidando ottimamente un Cagliari che non è stato costruito spendendo certo cifre astronomiche”. Un lavoro basato su prestiti azzeccati e sulla creazione di un gruppo coeso.

Il DNA da combattimento come base per il futuro

“Quella rossoblù è una squadra da combattimento”. Questa è la definizione che Cornacchia dà del Cagliari attuale, un’identità che consiglia di non alterare sul mercato. L’idea di inserire più palleggiatori a centrocampo viene vista come un rischio. “Se a centrocampo prendi qualche altro palleggiatore abile tecnicamente e qualche mezzala di qualità, beh dietro e davanti devi avere elementi che parlino la loro stessa lingua”, ha argomentato. Un cambio radicale. Significherebbe stravolgere la mentalità di una squadra “votata alla lotta, alla corsa e al sacrificio”. Meglio quindi proseguire su una strada già tracciata, consolidando i punti di forza attuali. “Meglio dunque continuare su questa base consolidata piuttosto che stravolgere totalmente il DNA del club isolano”.