Un punto che muove la classifica, ma lascia poche certezze. Il Cagliari esce da Bologna con un pareggio a reti bianche, frutto di una prestazione a due volti. La difesa ha retto l’urto grazie a un portiere in grande spolvero, mentre la fase offensiva è apparsa sterile e priva di idee. La squadra guidata da Fabio Pisacane ha mostrato un atteggiamento quasi rinunciatario, accontentandosi di un punto senza mai provare a vincere la partita.
Caprile e Mina alzano il muro
Il protagonista assoluto è stato Elia Caprile. L’estremo difensore ha tenuto la porta inviolata con interventi di rilievo, prima su un tentativo di Bernardeschi e poi superandosi su Moro e Castro nella ripresa. La sua sicurezza ha dato tranquillità a un reparto che ha trovato in Yerry Mina un altro pilastro. Il difensore colombiano ha giocato con esperienza e grinta, gestendo le situazioni più complesse senza affanni. Al suo fianco, Dossena ha disputato una gara ordinata, mentre sulle fasce Zé Pedro e Obert hanno alternato buone chiusure a qualche imprecisione.
Manovra lenta e poche idee offensive
Se la difesa ha convinto, lo stesso non si può dire per il resto della squadra. A centrocampo Deiola è stato costretto a uscire per infortunio, sostituito da un energico Sulemana, ma la manovra è rimasta prevedibile. Gaetano ha mostrato la sua qualità solo a sprazzi, peccando di precisione, mentre Adopo è apparso sottotono. L’attacco è stato il vero punto debole. Sebastiano Esposito si è sacrificato molto, correndo spesso a vuoto, e Folorunsho, pur firmando l’unico tiro in porta dei sardi, è stato impreciso. I cambi di Pisacane, con gli ingressi di Mendy e Zappa, non hanno cambiato l’inerzia di una gara in cui il Cagliari è sembrato pensare più a non prenderle che a offendere.




