La priorità del direttore sportivo Pietro Accardi è rinforzare il reparto offensivo del Cagliari. La rinuncia a Belotti ha reso necessario l’acquisto di un centravanti e le strategie del club si concentrano su profili precisi, con un budget definito. Il giornalista Stefano Ambu, in un’intervista concessa a Tuttocagliari.net, ha delineato i due nomi principali sul taccuino della dirigenza: Kieron Bowie e Daniel Maldini, due operazioni con caratteristiche e complessità differenti.
Bowie, il sogno scozzese per l’attacco
Il primo obiettivo per l’attacco rossoblù è Kieron Bowie, centravanti scozzese del Verona. Secondo Ambu, è lui “il vero sogno dei dirigenti cagliaritani”. L’operazione, tuttavia, presenta ostacoli economici. Il costo del cartellino è alto e, sebbene si possa tentare la via del prestito, il Verona spinge per un obbligo di riscatto con bonus. Sul giocatore, inoltre, si registra l’interesse di altri club italiani e stranieri. Per abbassare le pretese economiche, il Cagliari potrebbe inserire nella trattativa il cartellino di Gennaro Borrelli. Bowie viene considerato una soluzione ideale per il gioco di Pisacane, essendo una prima punta capace di muoversi su tutto il fronte offensivo. “Viene a cercarsi il pallone, sa accorciare e giocare di sponda”, ha spiegato Ambu, aggiungendo che il valore per un attaccante affidabile per la Serie A si aggira sui “10-12 milioni di euro”.
L’ipotesi Maldini e il rischio “pollaio”
Un’altra pista porta a Daniel Maldini. I contatti con il suo entourage sono già avvenuti e il giocatore gradirebbe la destinazione sarda per rilanciarsi e puntare a un ritorno in Nazionale. Su di lui è forte anche la concorrenza del Sassuolo. L’operazione, però, solleva delle perplessità, come evidenziato da Ambu nell’intervista leggibile su Tuttocagliari.net. Oltre a un ingaggio non trascurabile, si creerebbe un affollamento nel reparto avanzato, che conta già giocatori come Kingstone e il giovane Mendy. Il rischio, secondo il giornalista, è che “troppi galli nel ‘pollaio’ del reparto avanzato non sono mai un buon affare”.




