L’ex difensore del Cagliari, Franco Carboni, ha ripercorso le tappe della sua carriera in un’intervista al Corriere dello Sport, soffermandosi sul suo percorso di crescita e sul legame con le squadre che lo hanno formato. Dal suo presente al Parma fino agli anni nel settore giovanile dell’Inter, l’argentino ha messo in luce il ruolo decisivo di Cristian Chivu nella sua evoluzione come calciatore.
La trasformazione con Chivu: da attaccante a terzino
Carboni ha raccontato come il suo arrivo all’Inter abbia segnato una svolta. Inizialmente attaccante, fu l’intuizione di Chivu a cambiargli ruolo e prospettive. “Sono arrivato come attaccante, ma Conte aveva bisogno di un quinto. È stato Chivu a mettermi poi terzino tra U18 e Primavera”, ha spiegato il difensore. Per Carboni, l’ex giocatore rumeno è stato più di un semplice tecnico: “Chivu è una persona e un allenatore top. Ho lavorato con lui per tre anni. Mi ha insegnato tante cose, anche fuori dal campo. Mi ha spiegato come comportarmi, consigliandomi di rimanere umile”.
La gratitudine per l’Inter e il presente a Parma
Il legame con l’ambiente nerazzurro rimane forte, basato su una profonda riconoscenza. “Un club che mi ha dato fiducia da quando siamo arrivati in Italia. All’Inter devo tanto”, ha affermato Carboni, estendendo i suoi ringraziamenti a tutta la società. Un aneddoto rivela la cura dei dettagli di Chivu: non avendo mai battuto una rimessa laterale, l’allenatore lo faceva esercitare dopo ogni allenamento. Il giorno del suo esordio in Serie A con il Monza, Carboni ricevette un messaggio proprio da lui: “‘Complimenti per l’esordio ma soprattutto per la rimessa laterale…’. Era Chivu”. Oggi, il suo focus è interamente sul Parma, “Quest’anno sono più tranquillo perché ho cominciato la preparazione con un gruppo che conosco bene. Parma per me oggi è la cosa più importante che ho. Ho sperato mi riprendessero e così è stato”.




