Il nuovo corso del Cagliari parte da un’idea precisa di Pietro Accardi: costruire una rosa equilibrata, combinando calciatori già affermati e giovani con margini di crescita. È il modello sperimentato dal direttore sportivo durante la sua esperienza a Empoli e ora riproposto in Sardegna insieme a Fabio Pisacane.
Il confronto tra direttore sportivo e allenatore è costante, con l’obiettivo di individuare profili compatibili con un calcio intenso, aggressivo e orientato alla valorizzazione dei giocatori.
Maldini, Kevin Carlos e Aurelio: le prime scelte
Le prime operazioni estive riflettono già questa impostazione. Daniel Maldini, classe 2001, aggiunge qualità tecnica e capacità di creare gioco nella trequarti.
Per il reparto offensivo è arrivato Kevin Carlos, centravanti dalle caratteristiche fisiche importanti. La sua struttura può permettere al Cagliari di avere un riferimento centrale capace di proteggere il pallone, attaccare l’area e rendersi pericoloso sulle palle alte.
Giuseppe Aurelio completa invece le novità sulla corsia mancina. Il suo dinamismo offre a Pisacane una soluzione aggiuntiva sia nella fase di spinta sia quando la squadra deve difendersi.
Il vivaio come parte del progetto
La costruzione della prima squadra si accompagna a un’altra priorità: rafforzare il collegamento con il settore giovanile.
È una delle direttrici indicate dalla proprietà di Tommaso Giulini, che punta a creare maggiore continuità tra Primavera e prima squadra. Il ritorno di Max Canzi come responsabile del vivaio e il coinvolgimento di Roberto Muzzi si inseriscono proprio in questa strategia.
L’obiettivo non è soltanto produrre nuovi giocatori, ma rafforzare il legame tra i ragazzi cresciuti nel club e la prima squadra.
Accardi e il legame con il Cagliari
Il direttore sportivo ha più volte sottolineato il significato personale della nuova esperienza. Durante la presentazione, Accardi ha sintetizzato così la sua scelta: «È stato il Cagliari a scegliere me».
Una frase che fotografa anche la volontà di costruire un percorso condiviso. Da una parte gli investimenti sul mercato, dall’altra la valorizzazione delle risorse interne: il Cagliari vuole dare forma a un’identità precisa, con Pisacane chiamato a trasformare questa impostazione societaria in un progetto riconoscibile sul campo.




