La sconfitta contro il Cagliari nell’ultima giornata della scorsa stagione resta uno dei ricordi più difficili per il Milan. Il ko di San Siro costò ai rossoneri la qualificazione alla Champions League e, a distanza di tempo, Strahinja Pavlovic ammette di non riuscire ancora a trovare una spiegazione a quel risultato.
Il difensore, intervistato da Tuttosport, è tornato su quella partita e sulle ragioni che, secondo lui, hanno portato il Milan a perdere una gara che sembrava avere un esito diverso.
Pavlovic e quel ko con il Cagliari
“È una cosa difficile da spiegare, anche io non capisco ancora oggi cosa sia successo col Cagliari all’ultima giornata: eravamo in casa, davanti ai nostri tifosi, contro una squadra già salva”, ha raccontato Pavlovic.
Il difensore ha poi richiamato una frase attribuita a Massimiliano Allegri per descrivere l’imprevedibilità di quella serata: “Come diceva Allegri, il calcio l’ha inventato il Diavolo”.
Per Pavlovic, però, le difficoltà del Milan non erano nate soltanto nell’ultima giornata. Il difensore individua nella sconfitta contro la Lazio, arrivata dopo la vittoria nel derby di ritorno, uno dei momenti che hanno cambiato il percorso della squadra.
La concentrazione e il peso delle assenze
“Penso comunque che tutto sia cominciato dalla sconfitta con la Lazio dopo la vittoria nel derby di ritorno”, ha spiegato Pavlovic. Secondo il difensore, quel risultato ebbe conseguenze anche sul piano mentale.
A pesare fu anche un calo di concentrazione legato alla convinzione di poter comunque raggiungere la Champions League: “Pensavamo comunque di essere certi di entrare in Champions e abbiamo abbassato la concentrazione”.
Nella sua analisi, Pavlovic ha inoltre citato Luka Modric, ricordandone il peso all’interno della squadra: “Ha pesato molto, Luka era ed è il cuore della squadra”. Il riferimento del difensore riguarda dunque il contributo e l’importanza del centrocampista nel contesto da lui descritto.
L’esperienza con Allegri e il nuovo percorso
Pavlovic ha parlato anche della propria crescita in Italia e dell’esperienza con Massimiliano Allegri, sottolineando quanto il lavoro sulla fase difensiva sia stato importante per un giocatore nel suo ruolo.
“Penso che per un difensore sia fondamentale fare un’esperienza in Italia e Allegri è uno degli allenatori più bravi nell’insegnare la fase difensiva”, ha spiegato.
Il difensore ha poi guardato al presente e al lavoro con Ruben Amorim. Un percorso nuovo, con richieste differenti e la necessità di assimilare progressivamente le indicazioni del tecnico. “Siamo tutti professionisti e abbiamo bisogno di tempo per imparare, ma penso che dopo due mesi si stiano già notando dei miglioramenti”, ha concluso Pavlovic.
Qui ho fatto una cosa importante: non ho aggiunto nessuna ricostruzione mia su Modrić. Se la fonte parla di lui, riportiamo il senso delle parole di Pavlović; non lo trasformiamo in un elemento della rosa del Milan attuale né attribuiamo all’infortunio un ruolo che la fonte non dimostra.




