Dopo un percorso lungo otto anni, Bernardo Mereu ha lasciato il settore giovanile del Cagliari. L’ex responsabile tecnico ha spiegato le motivazioni dietro le sue dimissioni, presentate a fine giugno con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto. In un’intervista concessa a L’Unione Sarda, ha parlato di un ciclo ormai concluso e della necessità di ritrovare nuove energie professionali.
Le ragioni della separazione
La decisione di interrompere il rapporto con il club rossoblù è maturata nel tempo. Mereu ha descritto una stanchezza accumulata durante la lunga esperienza, iniziata con le Academy e terminata con la guida dell’intero vivaio. “Dopo otto anni, e dopo aver iniziato con le Academy e aver chiuso con l’incarico di responsabile del settore giovanile, mi sono reso conto che non avevo più gli stimoli giusti”, ha spiegato il tecnico. Una sensazione netta, confermata senza giri di parole: “Sicuro, davvero. Ero stanco”.
Una nuova sfida per il calcio sardo
Nonostante avesse ricevuto offerte anche dal calcio professionistico, Mereu ha scelto di ripartire dalla sua terra. Ha accettato l’incarico di direttore tecnico di tutte le rappresentative regionali sarde, dall’Under 19 in giù. Un progetto nato dalla sintonia con Gianni Cadoni, presidente del Comitato regionale Figc. “Con Cadoni e i suoi consiglieri ci sentivamo da qualche mese”, ha raccontato Mereu, spiegando di apprezzare il lavoro della Federazione sul territorio. “Apprezzo il lavoro svolto dalla Federazione negli anni in modo capillare sul territorio, rivolto ad aiutare le piccole realtà. Fare parte di questo sistema virtuoso mi affascina”. L’obiettivo è chiaro: “Cercherò di creare uno staff per dare un percorso ai ragazzi sardi”.
Tra calcio propositivo e nostalgia
Nel corso dell’intervista, riportata da tuttocagliari.net, Mereu ha condiviso la sua visione del calcio. Da sempre sostenitore di un gioco offensivo, apprezza l’evoluzione moderna in termini di velocità e tecnica. “La metodologia e la spettacolarità sono superiori rispetto al passato”, ha affermato. Tuttavia, non nasconde una critica verso la crescente centralità dell’aspetto economico, che rischia di soffocare la passione. “Sta venendo meno la componente romantica, che un tempo era centrale”. Guardando alla sua carriera, non ha rimpianti e rivendica con orgoglio le sue scelte. “Sono felice di ciò che ho fatto e di non essermi mai venduto al sistema. Nella vita ho sempre inseguito ciò che mi dà gioia, non il vantaggio economico”.




