La decisione di Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari, di vestire la maglia della nazionale italiana ha scatenato reazioni molto dure in Svizzera. Dopo il via libera della FIFA al cambio di nazionalità sportiva per il giocatore cresciuto nella Roma, due ex conoscenze del calcio italiano, Valon Behrami e Blerim Džemaili, hanno puntato il dito contro la federazione elvetica, accusandola di inerzia e disattenzione.
Behrami: “Un talento per 10 anni, lo sapevano tutti”
Valon Behrami, intervenendo sui canali della RSI, non ha usato mezzi termini per descrivere la vicenda. L’ex calciatore ha ricordato i suoi tentativi passati di portare Romano al Watford, un’operazione che non si concretizzò per la ferma volontà della Roma di trattenere il giovane. “Lo sapevano tutti che era forte”, ha affermato Behrami, definendo il centrocampista un talento in grado di “tenere il centrocampo della nazionale svizzera per 10 anni”. Secondo la sua analisi, la perdita del giocatore è un fatto “grave” che dimostra come la dirigenza federale non si attivi per tempo. “Non è che ti presenti allo stadio dopo la prima volta che ha fatto gol, non funziona così”, ha aggiunto, criticando la mancanza di un monitoraggio costante dei talenti, specialmente considerando il bacino di utenza limitato della Svizzera.
Džemaili: “Una scelta di cuore, ma bisognava fare di più”
Sulla stessa linea si è espresso Blerim Džemaili, che ha confermato la percezione di un’occasione persa. “La nostra nazionale ha dormito, si vedeva da anni che era forte”, ha dichiarato, rivelando di aver persino inviato un messaggio a Donadoni quando Romano si trasferì allo Spezia per sottolineare la qualità del giocatore. Pur mostrando rispetto per la decisione personale del calciatore, Džemaili ha ribadito la responsabilità della federazione. “Le scelte vanno accettate, uno le fa di cuore e devi accettarlo”, ha spiegato. Tuttavia, ha concluso con un monito chiaro: “Bisogna fare di più, bisogna fare di tutto per poterlo tenere. Poi uno sceglie quello che vuole”.




