Romano può vestire l'azzurro: la FIFA ufficializza il cambio di nazionalità per il talento del Cagliari
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Romano, la Svizzera commenta la scelta: ‘L’Italia lo conosce solo da un anno’

La scelta di Alessandro Romano di vestire la maglia azzurra provoca la reazione della federazione elvetica. Il responsabile Tami: ‘Noi lo seguiamo da anni, non facciamo convocazioni per bloccare i giocatori’.

La decisione di Alessandro Romano di rappresentare la nazionale italiana ha provocato la reazione della federazione della Svizzera. In un’intervista concessa a Ticino Online, Pierluigi Tami, responsabile delle selezioni elvetiche, ha parlato della scelta del giovane centrocampista del Cagliari, cresciuto calcisticamente nel paese rossocrociato.

Nessuna delusione, ma una precisazione

Tami ha chiarito che non c’è amarezza per la decisione del giocatore. “Non c’è delusione e non abbiamo molto da aggiungere”, ha spiegato, sottolineando però il lungo percorso fatto insieme. “Romano è un giocatore che seguiamo da diversi anni e ha fatto tutta la trafila delle giovanili con la Svizzera”. Il dirigente ha poi messo in evidenza una differenza temporale nell’interesse delle due federazioni: “L’Italia ha conosciuto Romano solo nell’ultimo anno, mentre noi lo abbiamo sempre convocato nelle varie selezioni giovanili”.

La filosofia svizzera sulle convocazioni

Il responsabile delle nazionali ha poi descritto l’approccio della sua federazione, distinguendolo da altre pratiche. “Non è nostra abitudine convocare dei giocatori con la Nazionale maggiore solo per farli giocare due minuti e quindi bloccarli. Non è la nostra filosofia”. Tami ha ribadito che il criterio principale è la meritocrazia. “Per noi conta la meritocrazia: se il momento è giusto, ti diamo la possibilità, altrimenti no”. Al giocatore era stato comunicato che “in futuro ci sarebbero state buone possibilità”, ma al momento nel suo ruolo ci sono altri profili considerati più pronti.

Cuore o opportunismo?

Infine, Tami ha offerto una riflessione sulle motivazioni dietro a scelte di questo tipo. “Avrà fatto i suoi calcoli… A volte, quando si commentano queste scelte, si parla di cuore, ma spesso è più opportunismo…”. Secondo il dirigente, una decisione può essere influenzata dalla ricerca di maggiori opportunità di carriera. Riguardo al potenziale del giocatore, ha concluso con prudenza: “Se abbiamo perso un grande talento non lo so… Il tempo ce lo dirà… Sicuramente ha delle buone qualità, come altri”.