Caprile: "Siamo tutti figli di Pisacane", la ricetta del Cagliari
Home > Notizie Cagliari Calcio > Interviste Cagliari Calcio > Caprile: “Siamo tutti figli di Pisacane”, la ricetta del Cagliari

Caprile: “Siamo tutti figli di Pisacane”, la ricetta del Cagliari

Il portiere Elia Caprile racconta il legame con il tecnico Pisacane e la filosofia che guida la squadra: “La sua chiave è la fiducia”. Un’identità forte per sognare, ma con l’obiettivo salvezza come priorità.

“Se ci sentiamo un po’ tutti figli di Pisacane? Beh sì”. Le parole di Elia Caprile, portiere del Cagliari, descrivono un legame che va oltre il campo. In un’intervista al Corriere dello Sport, il giocatore ha spiegato come la filosofia di Fabio Pisacane sia alla base del rendimento della squadra. “Con lui ho un rapporto splendido”, ha detto Caprile, descrivendo un tecnico preparato sul lato umano. “Studia, migliora, ci coccola e al tempo stesso ci bastona. Lo sa che la nostra generazione è più fragile, forse anche a causa dell’esposizione da social. La fiducia è la sua chiave per costruire sintonie”. Questa identità si riflette nei risultati, come le tre vittorie consecutive in trasferta. “Nulla è casuale. Raccontano la nostra voglia di imporre un’idea di calcio. E quando il gioco non è fluido come vorremmo, combattiamo fino allo sfinimento piuttosto che prendere gol”.

Da Bielsa alla Sardegna

L’importanza dell’atteggiamento è un concetto che Caprile ha ritrovato a Cagliari, un’eco degli insegnamenti di Marcelo Bielsa ai tempi del Leeds. “Guardate che è loco veramente eh”, ha ricordato il portiere a proposito del tecnico argentino. “Ci ripeteva sempre che la partita dura solo 90 minuti e che poi durante la settimana ci sono la famiglia, i problemi, il riposo, il tempo libero, insomma l’esistenza”. Un approccio che Caprile rivede in Pisacane, il quale “insiste molto sul non sbagliare mai l’atteggiamento. A Cagliari questa cosa la sento viva sulla pelle”. Questa consapevolezza si unisce alla responsabilità di rappresentare un’intera isola. “Siamo il sogno di tanti bimbi e di tanti adulti che fanno enormi sacrifici enormi per seguirci”.

Salvezza prima dei sogni

L’ottimo avvio di stagione ha alimentato l’entusiasmo dei tifosi. “Che bello. E che belli sono i sogni”, ha commentato Caprile. “Sabato abbiamo donato felicità”. Tuttavia, l’obiettivo primario resta chiaro e non negoziabile. “Dobbiamo ricordarci che la missione è arrivare alla salvezza il prima possibile. Soltanto dopo possiamo toglierci delle grandi soddisfazioni”. Anche di fronte a paragoni con il passato o alla possibilità di una favola come quelle di Sassuolo, Atalanta e Como, la linea non cambia. “La nostra gente merita questo e molto altro. Però merita anche la nostra dedizione totale alla causa, cioè alla salvezza, senza voli pindarici”. Per questo, ha aggiunto, “restiamo in guardia”.

La solitudine del portiere

Caprile ha parlato anche del suo ruolo, descrivendo i portieri come “i più soli al mondo”. Per gestire la pressione e la concentrazione, si affida a un lavoro mentale e a una cerchia ristretta di persone. “Un mental coach mi ha aiutato a capire quanto è importante restare in partita”, ha spiegato. Sulla mancata convocazione in Nazionale, non ha mostrato rammarico: “Meritare è una parola importante. Io faccio il portiere e il nuovo ct ha fatto scelte diverse. Va bene così”. La vera forza, per il portiere, risiede altrove. Alla domanda su cosa vorrebbe ritrovare a fine stagione, la sua risposta è stata netta: “Se manteniamo puro il nostro gruppo. Ad oggi stare bene insieme è la nostra forza principale”.