In un’intervista rilasciata a La Nuova Sardegna in occasione del suo ottantesimo compleanno, Giuseppe Tomasini, leggenda dello scudetto, ha analizzato il momento della squadra rossoblù, promuovendo il lavoro del tecnico e la qualità di alcuni giocatori chiave. L’ex difensore ha definito “sorprendente” l’inizio di campionato del club.
Il giudizio su Pisacane e l’ambiente rossoblù
L’analisi di Tomasini parte dalla panchina, con parole di stima per Fabio Pisacane: “È stato bravo nella scorsa stagione e ora si sta riconfermando. Mette gli uomini nei posti giusti e sono sicuro che farà una grande carriera“. Secondo l’ex campione, inoltre, l’ambiente gioca un ruolo favorevole: “Cagliari è un luogo ideale, perché la gente fa il tifo senza pressare troppo i giocatori. Difficile insomma che ci siano contestazioni“.
Deiola, Maldini e Romano: i giocatori chiave
Tra i singoli, Tomasini ha individuato in Alessandro Deiola una pedina fondamentale per la sua duttilità: “Un vero jolly perché sa fare il centrale di difesa ma anche il centrocampista. Sono calciatori fondamentali per una squadra come il Cagliari“. L’ex difensore ha inoltre espresso soddisfazione per le convocazioni in Nazionale di Daniel Maldini e Alessandro Romano, affermando: “Penso che potranno dimostrare il loro valore nelle prossime partite dell’Italia“.
Un legame con la Sardegna nato controvoglia
Il rapporto tra Tomasini e l’isola iniziò con qualche riserva nel 1968, quando militava nel Brescia. “Quando mi dissero che il Cagliari voleva acquistarmi feci una smorfia“, ha raccontato. A quei tempi, però, le decisioni dei club erano vincolanti: “O accettavi o finivi di giocare“. Fu Manlio Scopigno, che lo aveva osservato per conto dell’Inter durante il suo anno lontano dalla panchina rossoblù, a insistere per il suo acquisto in cambio di Raffaello Vescovi.
Il ricordo dello scudetto e di un fuoriclasse
Nonostante un primo anno con poco spazio, chiuso da Miguel Angelo Longo, la stagione successiva Tomasini divenne titolare e protagonista della storica vittoria del campionato. Di quella squadra conserva un ricordo netto: “Eravamo davvero una formazione straordinaria. Pochi ma buoni, veri campioni. Con Gigi Riva che era di un altro pianeta. Lui aveva quel sinistro micidiale e di una precisione chirurgica, difficilmente tirava fuori dallo specchio“.




