Atalanta-Cagliari entra nelle statistiche di questo avvio di campionato per un dato particolarmente significativo: la sfida diretta dall’arbitro Arena ha fatto registrare il record assoluto di gioco effettivo, con il pallone in movimento per 66 minuti e 54 secondi.
Il dato è emerso dai numeri ufficiali forniti dall’AIA durante l’ultima riunione tecnica e riportati da La Gazzetta dello Sport. Un risultato che fotografa una partita caratterizzata da poche interruzioni e da un ritmo particolarmente continuo.
Quasi 20 minuti in più rispetto a Genoa-Frosinone
Il confronto con l’estremo opposto della graduatoria rende ancora più evidente la differenza. Nelle prime giornate di campionato, Genoa-Frosinone si era fermata a 46 minuti e 55 secondi di gioco effettivo.
Tra le due partite ci sono quindi quasi 20 minuti di differenza, vale a dire più dell’intera durata di un tempo supplementare.
La gara di Marassi, disputata alla quarta giornata, era stata caratterizzata da numerose interruzioni e soprattutto da una lunga revisione al monitor da parte dell’arbitro Rapuano e del VAR Camplone per un possibile fallo di mano di Cittadini. L’episodio aveva portato alla concessione di un calcio di rigore, poi fallito da Colombo.
Arena lascia giocare: solo 17 falli e nessun cartellino
A Bergamo lo scenario è stato completamente diverso. La direzione di Arena ha favorito la continuità della partita, con un metro di giudizio particolarmente scorrevole: appena 17 falli fischiati nell’arco dei 90 minuti e, soprattutto, nessun cartellino giallo o rosso.
Sono proprio questi dettagli a spiegare almeno in parte il dato record. Meno fischi, meno interruzioni e meno tempo perso hanno permesso ad Atalanta e Cagliari di mantenere il pallone in gioco per quasi 67 minuti.
Un numero che va oltre la semplice statistica: racconta una partita rimasta a lungo dentro il suo ritmo, senza le pause capaci di spezzare continuamente il confronto. E, in un campionato sempre più attento al tema del tempo effettivo, il dato di Bergamo rappresenta un riferimento destinato a far discutere.




