Il Rayo Vallecano ha condannato con un duro comunicato ufficiale gli atti vandalici e le minacce avvenuti durante l’amichevole contro il Cagliari. Gli episodi di violenza hanno segnato il primo tempo della partita per il Trofeo Vallecas, svoltasi allo stadio di Vallecas.
La ricostruzione dell’assalto
Secondo la nota della società madrilena, gli incidenti si sono sviluppati in tre momenti distinti. Un gruppo di individui, in gran parte incappucciati, ha prima tentato di accedere alla tribuna VIP direttamente dagli spalti. Successivamente, hanno colpito l’ingresso laterale della stessa area nel tentativo di forzarlo. Non riuscendo a entrare, hanno provato ad accedere al Palco Presidenziale dall’ingresso principale, costringendo il personale di sicurezza a bloccare il passaggio per proteggere i dirigenti presenti, che hanno vissuto momenti di forte tensione.
Le accuse agli ultras “Bukaneros”
Il Rayo Vallecano ha identificato tra gli aggressori alcuni membri noti del gruppo ultras “Bukaneros”. Il club ha collegato l’episodio a un’assemblea tenutasi il 2 agosto 2026, convocata da una piattaforma vicina al gruppo. In quell’occasione, erano state rilasciate dichiarazioni contro il presidente Martín Presa, legate al mancato rinnovo della concessione per lo stadio, creando un clima di ostilità che secondo la società è culminato negli eventi della partita.
“Nessuna tolleranza per la violenza”
La società ha ribadito che non cederà a “molestie ed estorsioni” e ha chiesto a tutte le autorità e ai gruppi politici di condannare pubblicamente l’accaduto. “Non c’è spazio per dubbi o per schierarsi da una parte o dall’altra quando si tratta di violenza”, si legge nel comunicato.




