L’ex portiere Graziano Vinti ha condiviso i suoi ricordi su un giovanissimo Radja Nainggolan, descrivendo il periodo al Piacenza che precedette l’affermazione del centrocampista con le maglie di Cagliari e Roma. Vinti, oggi preparatore dei portieri dell’Italia Under 17, ha parlato durante la trasmissione “Il Casinò del Lato Nascosto del Calcio“.
Talento e sregolatezza
Vinti ha descritto un giocatore dal doppio volto: “Era una roba assurda perché aveva 18 anni e già le combinava di tutti i colori, però si intravedeva questo talento“. L’ex portiere ha condiviso lo spogliatoio con il belga per due stagioni.
La svolta con Pioli
Il racconto evidenzia il diverso approccio dei tecnici di quel Piacenza: “Il primo anno c’era l’allenatore Mario Somma che lo voleva fare esordire tutte le domeniche, poi per tutto l’anno non l’ha fatto mai giocare“. La situazione cambiò con l’arrivo di un altro allenatore.
“Invece il secondo, Stefano Pioli, dalla prima amichevole che giocammo con la Juventus allenata da Ranieri, gli ha dato subito fiducia“. Una scelta che si rivelò vincente: “È stata una fiducia ben riposta perché era un giocatore assurdo, sia tecnicamente, ma fisicamente poi devastante, nonostante non facesse proprio la vita da atleta“.
“Una continuità assurda in Serie B”
Vinti ha poi ricordato la costanza di rendimento del centrocampista nel campionato di Serie B: “Ne ho visti pochi fare un campionato con la sua continuità. Lui non ha avuto un minimo di calo“. Un fattore non scontato in un torneo impegnativo.
Il giudizio finale di Vinti racchiude l’essenza del giocatore: “Giocatore di qualità e caratterialmente di primo livello, di quelli con una grinta assurda. Infatti poi la carriera che ha fatto l’ha dimostrato“.




