Cagliari, Caprile: "Un gruppo con grande fame, ora continuiamo così"
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Cagliari, Aresti si racconta: «Il 4-0 con il Monza è bugiardo, ora serve reagire. Caprile non ha avuto responsabilità sui gol»

Le parole dell’ex portiere del Cagliari.

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Simone Aresti ripercorre il proprio legame con il Cagliari e guarda al futuro del calcio sardo. L’ex portiere rossoblù, cresciuto nel settore giovanile del club e tornato in Sardegna nel 2020, è intervenuto durante la trasmissione radiofonica Il Cagliari in diretta su Radiolina, affrontando diversi temi: dalla sconfitta contro il Monza al prossimo impegno con il Bologna, passando per il ritiro e il nuovo ruolo nella formazione dei giovani portieri.

Aresti dopo Monza-Cagliari: «Servivano più fame e intensità»

Il pesante 4-0 subito contro il Monza ha lasciato il segno, ma Aresti ritiene che il risultato non racconti interamente l’andamento della partita. «Il 4-0 è stato bugiardo, anche se non abbiamo reagito dopo il primo gol. Eravamo partiti bene ma dopo le reti non siamo riusciti a invertire rotta», ha spiegato.

Secondo l’ex portiere, alla squadra sono mancati soprattutto determinazione e intensità, qualità che invece hanno caratterizzato la prestazione degli avversari. Aresti ha inoltre approvato la presa di posizione di Fabio Pisacane dopo la sconfitta: «È stato duro, ma ha fatto bene a dire quello che ha detto. Ora si vede reagire».

La ripartenza dovrà cominciare dagli allenamenti, con un atteggiamento diverso e una maggiore voglia di rimediare agli errori. «Ci devi mettere più fame negli allenamenti dopo un 4-0, devi fare di più per far cambiare le cose», ha sottolineato, ricordando poi una celebre frase di Vujadin Boskov: «Meglio un 4-0 che quattro 1-0».

Bologna avversario da non sottovalutare

Il prossimo impegno contro il Bologna, secondo Aresti, nasconde diverse insidie. L’ex rossoblù considera la formazione emiliana una squadra di valore, capace di esprimere molto più di quanto suggerisca il bottino raccolto finora.

«Il Bologna non merita solo i cinque punti che hanno fatto finora. Pisacane sa che trappole troverà, la partita è da prendere con le pinze perché sono una squadra forte», ha dichiarato, pur manifestando fiducia nella possibilità del Cagliari di conquistare il risultato pieno.

Aresti si è soffermato anche sulla scelta di giocare con due attaccanti, soluzione che non lo ha convinto del tutto: «A me non sono piaciute, avevano fatto bene con solo una, anche se ci sta bene cambiare per non dare riferimenti all’avversario».

Il ritiro e il nuovo incarico con la LND

Archiviata la carriera da calciatore, Aresti ha trovato nell’attività di formazione dei portieri una nuova strada professionale. Il lavoro con la sua Academy lo ha aiutato a superare la fase successiva al ritiro, permettendogli di rimanere a stretto contatto con il campo.

«Sto in campo sei o sette ore al giorno, se non sto in campo sto male», ha raccontato, spiegando quanto gli piaccia lavorare con i giovani e accompagnarli nella crescita. La soddisfazione più grande, per lui, è vedere i ragazzi terminare gli allenamenti con il sorriso.

Il nuovo incarico con la LND Sardegna allargherà ulteriormente il suo raggio d’azione. Aresti si occuperà della formazione degli allenatori e dei portieri che rappresenteranno la regione nella Coppa delle Regioni, organizzando incontri a Oristano e seguendo direttamente i giovani talenti in tutta l’isola.

«Ho accettato subito, prosegue il lavoro che faccio con la mia Academy, è solo più ampio perché lavorerò per tutta la Sardegna», ha spiegato. L’obiettivo è anche quello di ben figurare nel Torneo delle Regioni, con la speranza di poter vincere in casa.

Sul proprio futuro da giocatore, l’ex portiere ammette di aver progressivamente abbandonato l’idea di tornare in campo: la decisione di non proseguire a Cagliari era stata difficile da accettare, ma oggi l’Academy sembra avergli indicato la strada giusta.

La formazione dei portieri e il rilancio del movimento sardo

Aresti ha insistito sull’importanza di costruire un rapporto di fiducia tra allenatore e portiere. «Mi piace che un allenatore dei portieri si sappia relazionare e che non giudichi, un portiere va messo a suo agio per farlo performare», ha spiegato, sottolineando come gli errori debbano essere affrontati insieme e non trasformarsi in occasioni di giudizio.

L’esperienza maturata con i tecnici incontrati durante la carriera rappresenta la base del suo metodo. Tra i riferimenti ha citato Brambilla, Orlandoni e Bressan, dai quali cerca di recuperare gli insegnamenti più utili da trasmettere ai ragazzi e agli allenatori con cui collabora.

Un altro tema centrale riguarda la crescita del calcio sardo. Secondo Aresti, per troppo tempo il portiere e il suo preparatore sono stati considerati figure secondarie, mentre il calcio moderno richiede competenze sempre più specifiche, anche nella costruzione del gioco con i piedi.

«Ora è un ruolo fondamentale nel calcio moderno, dobbiamo rimettere anche gli allenatori al centro. Serve formare i tecnici, qualcosa è stata sbagliata in passato», ha affermato. L’ex rossoblù ha inoltre denunciato la tendenza a considerare concluso il percorso di un giovane quando non viene selezionato dal Cagliari, ricordando di aver incontrato diversi portieri di talento che avrebbero potuto raggiungere il professionismo.

Per Aresti, la crescita del movimento passa anche dalla trasmissione dei valori della propria terra e dal senso di appartenenza. Un lavoro che considera fondamentale per dare ai giovani sardi maggiori opportunità e permettere loro di credere nelle proprie capacità.

Caprile leader, Vicario tra i migliori e Deiola centrale

Nel corso dell’intervista, Aresti ha riservato parole positive a Elia Caprile, ritenuto uno dei portieri più importanti del Cagliari. Sui gol subiti contro il Monza, l’ex rossoblù ha difeso il collega: «Poteva farci poco sui gol presi a Monza, reagirà anche perché è stato tra i più decisivi dopo Maldini».

Aresti ne ha apprezzato soprattutto la capacità di guidare la squadra, spronando i compagni nei momenti difficili. «Una tua parola positiva aiuta i tuoi a non mollare. Si vede con Caprile, è un leader, aiuta molto spronando la sua squadra», ha osservato.

Un giudizio positivo anche su Guglielmo Vicario, che considera il migliore dopo Gianluigi Donnarumma. Nonostante le difficoltà iniziali con la Juventus, Aresti ritiene che il portiere possa ancora incidere maggiormente e migliorare il proprio rendimento.

Infine, spazio a una possibile soluzione tattica per la difesa rossoblù: Aresti vorrebbe vedere Alessandro Deiola impiegato da centrale. «Lo voglio vedere in difesa Deiola, già Ranieri lo provava lì, è nato in quel ruolo. Penso che abbia le qualità per fare il centrale moderno». L’ex portiere ritiene inoltre che il centrocampista possa convivere nel reparto con Mina.

Dalla reazione dopo la sconfitta con il Monza al futuro dei giovani portieri sardi, il messaggio di Aresti è chiaro: servono lavoro, responsabilità e fiducia per crescere, dentro e fuori dal campo.