L’analisi di Virgilio Perra dopo la sconfitta del Cagliari contro il Bologna è netta e si concentra sulla sterilità offensiva della squadra. Secondo l’ex tecnico, il problema non risiede negli interpreti finali, ma nella totale assenza di gioco d’attacco. La squadra non crea le condizioni per mettere gli attaccanti in condizione di segnare.
Punti in classifica non in linea con le prestazioni
Perra ha fatto notare come i punti in classifica non rispecchino le reali prestazioni espresse in campo. L’allenatore ha citato le partite contro Udinese e Juventus, dalle quali il Cagliari ha ottenuto quattro punti giocando un “pessimo calcio” e conquistando, a suo dire, due punti non meritati. I tifosi, secondo lui, dovrebbero comunque essere contenti della classifica attuale, che evita l’affanno della passata stagione.
Il dilemma tattico: coperta corta
La squadra vive un paradosso tattico: la fase difensiva è migliorata grazie a tre centrocampisti che garantiscono corsa, ma la coperta risulta corta. Se si alza il baricentro per proporsi in avanti, la squadra rischia a causa della lentezza dei suoi difensori, che soffrono le transizioni negative a campo aperto. Questa difficoltà costringe a una scelta precisa tra un assetto prudente e uno più propositivo.
L’attacco produce poco o nulla, con appena sei gol realizzati, di cui quattro portano la firma di Maldini. “Il problema non è soltanto che non abbiamo le punte che segnino. Anche se avessimo Belotti o Messi, devi portare il pallone agli attaccanti e creare occasioni ed invece quest’anno non creiamo gioco d’attacco“, ha spiegato Perra. La prestazione contro il Bologna è stata definita negativa dal primo all’ultimo minuto.




