Sanfelice, retroscena Cagliari: il no al Milan e lo scontro con Cellino
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Sanfelice, retroscena Cagliari: il no al Milan e lo scontro con Cellino

L’ex team manager Marcello Sanfelice svela i retroscena del suo passato al Cagliari: dal no ad Allegri per il Milan allo scontro con Cellino, fino all’addio con Giulini e il suo attuale distacco.

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L’ex team manager Marcello Sanfelice ha ripercorso la sua lunga esperienza nel mondo del calcio in un’intervista al podcast “Sport Management Tips“. Un racconto denso di aneddoti legati al Cagliari, con focus sui rapporti con le presidenze di Massimo Cellino e Tommaso Giulini, e sulle scelte che hanno segnato la sua carriera, come il rifiuto di seguire Massimiliano Allegri al Milan.

Il no al Milan e l’addio a Cellino

Sanfelice ha rivelato di aver avuto la possibilità di trasferirsi al Milan, con l’invito che arrivò direttamente da Allegri, il quale si apprestava a vincere lo scudetto con i rossoneri. L’ex dirigente, però, scelse di rimanere in Sardegna. “Per me stare al Cagliari era il massimo“, ha spiegato. La sua prima avventura in rossoblù si concluse comunque poco dopo, a causa di un’incomprensione con il presidente Massimo Cellino. “Mi ritrovai catapultato a Bologna per un litigio con il presidente, che non mantenne una promessa che mi aveva fatto“, ha raccontato Sanfelice.

La scuola di sopravvivenza con Cellino

L’esperienza sotto la presidenza Cellino viene descritta come una vera e propria “scuola di sopravvivenza“. A Cagliari non esistevano ruoli definiti e bisognava sapersi occupare di tutto. “Facevi tutto e imparavi a far tutto“, ha ricordato Sanfelice. Un periodo formativo caratterizzato anche dalle note particolarità del presidente, come il divieto per il colore viola sulle tappezzerie dei pullman o per il numero 17 sulle matrici dei biglietti. Nonostante le difficoltà, il giudizio su quegli anni resta positivo: “Quella con Cellino, docente universitario di pallone, è stata decisamente una scuola incredibile“.

Il ritorno con Giulini e il secondo addio

Dopo quattro anni a Bologna, Sanfelice tornò a Cagliari nel primo anno della presidenza di Tommaso Giulini. Una scelta che, col senno di poi, non rifarebbe. In quel periodo rifiutò anche una proposta della Roma, arrivata tramite Nainggolan, per restare in Sardegna. L’esperienza si concluse con il mancato rinnovo del contratto da parte della società. “Giulini non mi rinnovò il contratto. Il telefono smette di squillare. È stato scioccante“, ha ammesso, descrivendo il difficile passaggio dal ritmo frenetico del calcio professionistico a una nuova realtà.

Un presente lontano dal calcio

Oggi Sanfelice ha un rapporto diverso con il mondo del pallone. Ha rivelato di non seguire più le partite, nemmeno quelle del Cagliari. “Sembrerà strano, oggi non guardo più niente. Non guardo più mezza partita del Cagliari“, ha dichiarato. Un distacco che definisce quasi un “rifiuto“, nonostante mantenga rapporti di amicizia con persone ancora all’interno del club. Ha trovato un nuovo entusiasmo come dirigente al CUS Cagliari, una realtà che definisce “meravigliosa” e che rappresenta la sua “linfa vitale“.