L’ex allenatore del Cagliari, Claudio Ranieri, ha delineato il suo progetto per il futuro del calcio italiano in un’intervista rilasciata a Sky Sport. Il suo nuovo incarico con la Nazionale si concentra su due direttrici principali: il potenziamento del calcio di base e il supporto ai giovani nel delicato passaggio dal settore giovanile al professionismo.
Il problema del post-Primavera
Uno dei punti centrali del discorso di Ranieri riguarda la dispersione dei talenti dopo il campionato Primavera. Molti calciatori faticano a trovare una collocazione adeguata. “Tanti ragazzi tra i 18 e i 21 anni non riescono a trovare spazio nelle categorie professionistiche”, ha spiegato il tecnico, identificando una falla nel sistema formativo italiano.
Incentivi e un nuovo modello
Per risolvere il problema, Ranieri propone soluzioni concrete. Una di queste è l’introduzione in Serie B di un sistema di minutaggio, simile a quello esistente in Serie C, che premi economicamente le società che schierano i giovani. Ha anche suggerito un sostegno economico per i club che investono sui talenti italiani.
Un progetto pilota per testare queste idee partirà l’11 gennaio e durerà fino a giugno. L’obiettivo è creare un percorso condiviso e duraturo. Ranieri ha citato l’esperienza francese di Clairefontaine come modello da cui trarre ispirazione, pur sottolineando la necessità di valorizzare le competenze italiane senza imporre un “metodo Ranieri”.
La filosofia del miglioramento
La visione di Ranieri si oppone alla logica della rifondazione totale dopo ogni insuccesso. “Non possiamo pensare che ogni volta che la Nazionale non ottiene un risultato tutto debba essere rifatto da capo”, ha affermato. La sua filosofia è racchiusa in una frase precisa: “Non è tutto da rifare, è tutto da migliorare”.




