Caprile: "Ho lasciato Napoli per giocare", la sua ricetta per i giovani talenti
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Caprile: “Ho lasciato Napoli per giocare”, la sua ricetta per i giovani talenti

Elia Caprile, portiere del Cagliari, racconta la sua scelta di lasciare Napoli per trovare spazio. Un percorso che diventa un appello per dare più fiducia ai giovani talenti nel calcio italiano.

Andarsene per trovare la propria strada, anche da un grande club. È questa la filosofia di Elia Caprile, portiere del Cagliari, che ha raccontato la sua esperienza e la sua visione sul calcio giovanile in un’intervista rilasciata a Italian Football. Il suo percorso diventa un esempio concreto di come la ricerca di continuità sia fondamentale per la crescita di un calciatore.

La scelta di lasciare Napoli per crescere

La carriera di Caprile è segnata da una decisione precisa: lasciare il Napoli per avere l’opportunità di giocare. Una scelta che l’estremo difensore rivendica come un passo necessario. “Se sei in una grande squadra e resti seconda scelta, a volte conviene cambiare: io ho lasciato Napoli proprio per poter giocare e crescere”, ha spiegato il portiere. Questo bivio ha dato il via a un percorso graduale ma costante, che lo ha visto protagonista in diverse categorie. Un cammino che lui stesso riassume così: “Ho iniziato in Serie C, poi il Bari mi ha dato la chance in Serie B e l’Empoli in Serie A”. Ogni tappa è stata una conquista, un modo per dimostrare il proprio valore sul campo.

“Serve un allenatore che ti dia fiducia”

L’esperienza personale di Caprile si allarga a una riflessione più ampia sul sistema calcio italiano. Secondo il portiere, il talento da solo non basta se non è accompagnato dalla fiducia dell’ambiente. “A volte serve un allenatore che ti dia fiducia e una squadra pronta a offrirti minuti in campo”, ha affermato, citando l’esempio di Pio Esposito con Chivu. Il problema, secondo Caprile, è la scarsa propensione dei club di Serie A a scommettere sulle nuove leve. “Ci sono tanti bravi giocatori in Serie B o Serie C che avrebbero solo bisogno di un’opportunità per dimostrare di poter ambire anche alla Nazionale”, ha fatto notare.

La scuola portieri italiana, un’eccellenza da valorizzare

L’Italia, paradossalmente, vanta una tradizione di altissimo livello nella formazione dei numeri uno. “Credo che questo accada perché la scuola dei portieri in Italia sia davvero tra le migliori al mondo”, ha detto Caprile. “Negli ultimi anni abbiamo avuto esempi straordinari come Buffon e Donnarumma, veri punti di riferimento per tanti giovani”. Nonostante questo patrimonio, le opportunità rimangono limitate. Per emergere, dunque, serve una dedizione totale, un impegno che non conosce pause. “Ogni giorno bisogna dimostrare di essere un portiere all’altezza, e solo così puoi aspirare a giocare in Champions o in Nazionale”.