Esposito e il retroscena su Cellino: "Un presidente unico, ecco le sue regole e quella volta della fascetta"
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Esposito e il retroscena su Cellino: “Un presidente unico, ecco le sue regole e quella volta della fascetta”

Mauro Esposito svela i retroscena del suo arrivo a Cagliari e racconta la figura di Massimo Cellino: un presidente sempre presente, con regole ferree e una passione smisurata per la squadra.

Un’inversione in autostrada cambiò il suo destino, portandolo a Cagliari anziché a Salerno. Mauro Esposito, ospite del podcast “Facci un giro” condotto da Giampaolo Gaias, ha ripercorso gli anni in rossoblù, svelando dettagli inediti sul suo arrivo e sul rapporto con l’allora presidente Massimo Cellino. L’ex attaccante era diretto da Zeman, ma una telefonata di Cellino a Pierpaolo Marino riscrisse la storia. “Marino mi convinse ad andare in Sardegna. Secondo lui il Cagliari era una società che puntava molto su di me e che mi voleva fortemente. Alla fine abbiamo avuto tutti ragione”, ha raccontato Esposito.

Il racconto di un presidente unico: Massimo Cellino

Il ricordo più vivido è legato alla figura di Massimo Cellino, descritto come un presidente senza eguali. “Per me è stato un grande presidente. Non ho mai visto un presidente così appassionato della propria squadra”, ha spiegato Esposito. La sua presenza era una costante. Non mancava mai a un allenamento, osservava tutto da bordo campo e a volte interveniva direttamente. Aveva regole ferree, dai ritiri anticipati all’abbigliamento. Esposito ha ricordato un episodio emblematico: “Un giocatore il primo giorno si presentò con una fascetta bianca nei capelli. Andò dal direttore sportivo Nicola Salerno e gli disse: ‘Ma l’hai preso tu quel giocatore?’. Il direttore rispose di sì e Cellino disse: ‘Da domani è fuori rosa. Io non voglio vedere nessuno con la fascetta bianca’”. Un aneddoto che dipinge un presidente particolare, ma sempre al fianco della squadra. “A me quell’anno permetteva di usarla, ma nera. A parte gli scherzi, è stato veramente un presidente presente. Non ci ha mai fatto mancare nulla e qualsiasi cosa gli chiedevamo si metteva sempre a disposizione”.

Dalla Serie B alla scelta di restare

L’avventura di Esposito a Cagliari, non iniziò con Ventura in panchina, ma con Matteoli in Serie B. Fu una stagione difficile, segnata da cambi di allenatore e una salvezza ottenuta sul finale. Nonostante le difficoltà iniziali e un cartellino in comproprietà con l’Udinese, la scelta di restare in Sardegna fu netta. “Era sempre una questione di dimostrare il proprio valore. Quando il cartellino era a metà dovevi convincere entrambe le società”, ha affermato. “Il Cagliari mi ha dato questa opportunità, io ho fatto subito bene e quando è arrivato il momento di scegliere non ho avuto dubbi: volevo rimanere a Cagliari”.