Il monito di Vittorio Sanna: "Il procuratore tuteli il calciatore, non ne diventi il padrone"
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Il monito di Vittorio Sanna: “Il procuratore tuteli il calciatore, non ne diventi il padrone”

Vittorio Sanna analizza il ruolo degli agenti nel calcio. Partendo dal caso di Sebastiano Esposito, riflette sul confine tra tutela e controllo, avvertendo i giovani talenti dal rischio di perdere la libertà.

La vicenda legata a Sebastiano Esposito offre a Vittorio Sanna lo spunto per una riflessione più ampia sul ruolo dei procuratori nel calcio moderno. Attraverso il suo canale YouTube, il giornalista si è soffermato sul delicato equilibrio tra la tutela degli interessi di un atleta e il rischio che chi lo rappresenta finisca per influenzarne eccessivamente le scelte.

Il ruolo dell’agente secondo Sanna

Secondo Sanna, il procuratore nasce con una funzione ben precisa: assistere il calciatore e accompagnarlo nelle decisioni più importanti della carriera. Questo principio, però, non sempre troverebbe piena applicazione, soprattutto quando si parla di ragazzi molto giovani e delle loro famiglie.

Nel suo intervento sottolinea come, in alcune situazioni, l’agente possa oltrepassare il ruolo di semplice consulente, arrivando a incidere in modo determinante sul percorso professionale del giocatore.

Il rischio di perdere il controllo del proprio futuro

La riflessione si concentra anche sugli interessi economici che accompagnano trasferimenti e rinnovi di contratto. Da qui nasce l’interrogativo posto dal giornalista: il procuratore agisce sempre nell’interesse del calciatore oppure, in alcuni casi, prevalgono altre logiche?

Sanna riconosce l’esistenza di molti professionisti seri, ma invita i giovani a scegliere con attenzione chi li rappresenta. L’obiettivo, secondo il giornalista, deve restare quello di preservare la libertà decisionale del calciatore, evitando che il suo percorso venga condizionato da interessi diversi rispetto alla crescita sportiva e personale.