Il trasferimento che ha portato il portiere Elia Caprile al Cagliari è diventato un elemento centrale in un’indagine finanziaria condotta dalla Procura di Bari. L’inchiesta si concentra sulla cessione del giocatore tra Bari e Napoli, un’operazione che ha preceduto il suo arrivo in Sardegna per una cifra di circa 8 milioni di euro.
La catena dei trasferimenti e la plusvalenza
L’indagine ricostruisce il percorso del cartellino del giocatore. Dopo essere stato acquisito dal Leeds, il Bari ha ceduto Caprile al Napoli nel luglio 2023 per 2,2 milioni di euro. Successivamente, il club partenopeo ha trasferito il portiere al Cagliari, generando una consistente plusvalenza. È proprio questo incremento di valore ad aver attirato l’attenzione degli inquirenti, che stanno esaminando i bilanci della società barese per presunte irregolarità.
Le accuse e le persone coinvolte
Il nucleo dell’accusa, secondo quanto spiegato dalla Guardia di Finanza, è il sospetto che nel bilancio del Bari siano stati esposti fatti non rispondenti al vero. In particolare, si indaga sulla presunta assenza di una clausola che avrebbe garantito al Bari una partecipazione sulla futura rivendita del giocatore nell’affare con il Napoli. Tale omissione è ritenuta rilevante per una corretta valutazione della situazione patrimoniale del club. Nell’ambito dell’inchiesta sono state effettuate perquisizioni a carico di persone non indagate, tra cui i direttori sportivi Ciro Polito (Bari), Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso (Napoli), e l’agente del calciatore, Graziano Battistini.




