Il rigore non concesso al Lecce nel finale della sfida contro il Cagliari ha riportato l’attenzione sulle nuove indicazioni relative all’utilizzo del Var. Un episodio discusso, sul quale Eusebio Di Francesco ha mantenuto un tono misurato, definendolo un «episodio particolare» senza però togliere nulla alla prestazione dei rossoblù.
La decisione di non intervenire si inserisce in un avvio di campionato caratterizzato da un utilizzo più limitato della tecnologia. Nelle prime tre giornate, infatti, nessun calcio di rigore è stato assegnato dopo un intervento del Var.
La nuova linea sul Var
Le direttive puntano a riportare l’arbitro al centro della gestione della partita. Il Var dovrebbe intervenire soltanto davanti a un «grave ed evidente errore», evitando di trasformare ogni episodio dubbio in una revisione al monitor.
L’indicazione segue la linea sostenuta da Daniele Orsato e nasce anche dall’esigenza di rendere il gioco più fluido, lasciando al direttore di gara maggiore responsabilità sulle decisioni prese durante l’azione.
Cagliari-Lecce ha però riaperto la discussione. Il contatto nell’area rossoblù nel finale ha portato il Lecce a chiedere il rigore, senza che dalla sala Var arrivasse l’indicazione per una revisione.
Il caso di Cagliari-Lecce
La posizione di Di Francesco è stata prudente. L’allenatore del Lecce ha riconosciuto il valore della prestazione del Cagliari, pur soffermandosi sull’episodio che avrebbe potuto cambiare gli ultimi minuti della partita.
La domanda che accompagna questo nuovo corso riguarda quindi il confine tra il rispetto della decisione presa in campo e la necessità di correggere un errore considerato evidente. Cagliari-Lecce ha offerto un caso concreto su cui confrontarsi, proprio nelle prime settimane di applicazione delle nuove indicazioni.




