Il ko per 4-0 contro il Monza ha riportato il Cagliari con i piedi per terra dopo un avvio di stagione positivo. Una battuta d’arresto pesante per la squadra di Fabio Pisacane, che nelle prime giornate aveva conquistato una posizione importante in classifica. A commentare il momento dei rossoblù è stato Lulù Oliveira, ex attaccante del club, intervenuto durante il programma El Diez no fue evasor.
Oliveira: «La vera forza del Cagliari è il gruppo»
Per Oliveira, il principale punto di forza della squadra resta la coesione dello spogliatoio, un elemento fondamentale per proseguire il percorso intrapreso nonostante la sconfitta contro il Monza.
«La vera forza del Cagliari è rappresentata dal gruppo, ed è questo l’aspetto più importante. La squadra sta facendo un buon percorso, nonostante nell’ultima partita abbia subito una pesante battuta d’arresto».
L’ex rossoblù ha anche invitato a mantenere equilibrio nelle valutazioni, senza lasciarsi condizionare troppo dai risultati, positivi o negativi: «Probabilmente si stava iniziando a volare un po’ troppo in alto, ma allo stesso tempo è giusto crederci e continuare a sognare. Quando raggiungi grandi risultati vieni considerato un eroe, mentre dopo una sconfitta come quella di ieri possono iniziare a sorgere alcuni dubbi».
Il calcio è cambiato: meno coraggio nell’uno contro uno
Nel corso dell’intervento, Oliveira ha allargato il discorso alle trasformazioni del calcio moderno, soffermandosi sulla minore propensione dei giocatori a cercare la superiorità individuale e sull’utilizzo dei portieri nella costruzione dal basso.
«Il calcio è cambiato moltissimo, sia dal punto di vista tecnico sia per quanto riguarda le potenzialità dei giocatori. Oggi sembra mancare quel calciatore capace di creare la superiorità nell’uno contro uno e, in generale, è diminuita la fiducia nei propri mezzi. Si tende inoltre a coinvolgere tantissimo i portieri nella costruzione del gioco e, secondo me, questo non è sempre positivo».
Oliveira ha poi criticato la tendenza a rinunciare alla giocata in avanti anche quando ci sono spazi per farlo: «Se un centrocampista ha spazio davanti a sé per trovare una soluzione, perché deve tornare indietro? Così si permette agli avversari di alzare la pressione e di trovare spazio, perché quando recuperano il pallone si trovano già più vicini alla porta».
Obiettivo salvezza, Oliveira avverte il Cagliari
Il messaggio finale riguarda le ambizioni della squadra. Secondo Oliveira, il Cagliari deve mantenere ben chiaro il proprio traguardo principale, senza rinunciare alla possibilità di sorprendere se il rendimento dovesse consentirlo.
«Per il Cagliari conquistare la salvezza equivale a vincere uno Scudetto. La squadra deve continuare a dimostrare di poter raggiungere quello che resta l’obiettivo principale della stagione. La società deve trasmettere chiaramente ai giocatori la mentalità necessaria: siamo una squadra di provincia e puntiamo alla salvezza».
L’ex attaccante ha però sottolineato anche il valore delle ambizioni più alte, capaci di alimentare entusiasmo e motivazioni: «Allo stesso tempo, però, quando si decide di alzare l’asticella e fissare un traguardo più ambizioso, cambia tutto. Aumentano gli stimoli e cresce la voglia di provare a conquistare qualcosa che, alla vigilia, nessuno avrebbe immaginato».




