Jacopo Fazzini ha raccontato i suoi primi mesi con la maglia del Cagliari, soffermandosi sulla scelta del numero 10, sul rapporto con Fabio Pisacane e sull’impatto con il nuovo ambiente. Il centrocampista rossoblù è intervenuto ai microfoni di Radiolina nel corso della trasmissione Il Cagliari in diretta, facendo anche il punto sulle ambizioni personali e su quelle della squadra.
Fazzini e la maglia numero 10
La scelta del numero 10 porta con sé una responsabilità particolare, soprattutto in una piazza nella quale quella maglia è stata indossata da campioni come Gigi Riva e Gianfranco Zola. Fazzini non nasconde il peso della scelta, ma la considera anche uno stimolo dopo una stagione nella quale ha trovato meno spazio: «Indossare la dieci rappresenta una grande responsabilità. Arrivo da un’annata complessa in cui ho trovato meno spazio, per questo desidero prendermi delle rivincite personali e difendere questa maglia».
Il centrocampista ha poi spiegato come interpreta il proprio ruolo: «In campo mi sento un centrocampista tecnico: posso agire da otto o da dieci in fase di possesso, ma anche da play. Devo ancora migliorare nella fase difensiva, ma mister Pisacane mi sta aiutando moltissimo».
“In un paio di giorni ho legato con tutto lo spogliatoio”
L’inserimento nel gruppo è stato rapido. Fazzini ha raccontato di aver trovato un ambiente nel quale è riuscito a integrarsi praticamente subito, anche grazie alla presenza di alcuni compagni che già conosceva: «Mi sono trovato di fronte ragazzi straordinari, sempre gentili ed educati. All’inizio conoscevo solo Matteo Prati, Elia Caprile e Sebastiano Esposito, ma in un paio di giorni ho legato con l’intero spogliatoio».
Un aspetto che, secondo il centrocampista, ha avuto un peso anche nel buon avvio di campionato: «Siamo una squadra sana e compatta, e anche davanti alle difficoltà o ai casi mediatici siamo rimasti sempre uniti, meritandoci ogni singolo punto ottenuto sul campo».
Il caso Esposito e la forza del gruppo
Fazzini ha quindi ribadito quanto la compattezza dello spogliatoio sia stata importante nelle prime settimane di stagione. Anche le situazioni più delicate non avrebbero modificato gli equilibri interni: «Non era scontato iniziare con questo ritmo, viste le difficoltà e l’importanza delle sfide affrontate. Ce la siamo giocata a viso aperto contro ogni avversario, dimostrando sul campo di esserci meritati pienamente ogni singolo punto conquistato».
Sul caso Esposito e sulle altre situazioni che hanno coinvolto il gruppo, ha aggiunto: «La solidità dello spogliatoio è sempre stata la nostra arma principale. Anche nei momenti più complessi, come quando è emerso il caso Esposito, la squadra non si è disunita ed è rimasta compatta».
Il rapporto con Pisacane e il sostegno ai compagni
Parole positive anche per Fabio Pisacane, con il quale Fazzini ha instaurato rapidamente un rapporto diretto: «Il mister è persino migliore di quanto immaginassi: tra noi è nato subito un legame speciale perché sa come prendermi».
Il centrocampista ha poi rivolto un pensiero a Daniel Maldini e Alessandro Romano, entrambi convocati in Nazionale: «Faccio un grande tifo per Daniel Maldini e Alessandro Romano, convocati in azzurro: meritano questo traguardo». Su Maldini, già conosciuto ai tempi dell’Empoli, ha aggiunto: «È una persona splendida».
Quel legame con il Cagliari nato in famiglia
C’è anche una curiosità legata alla storia familiare di Fazzini. Il centrocampista ha scoperto soltanto dopo il trasferimento in Sardegna un precedente che lo lega indirettamente alla maglia rossoblù: «Il mio bisnonno giocò nella Fiorentina, segnando il primo gol della storia viola, per poi trasferirsi proprio al Cagliari. L’ho scoperto solo a trasferimento fatto grazie a mia mamma».
L’impatto con la Sardegna è stato altrettanto positivo: «L’impatto con la città è stato bellissimo: finiti gli allenamenti ci godiamo il mare». Anche il gruppo ha trovato momenti per stare insieme fuori dal campo, come dimostra la recente grigliata organizzata dal tecnico.
La Juventus, il primo gol e il sogno Nazionale
Tra i prossimi appuntamenti c’è anche la sfida contro la Juventus. Fazzini non ha intenzione di affrontarla con timori particolari: «Contro la Juventus ce la giocheremo a viso aperto per fare risultato».
A livello personale, invece, l’obiettivo immediato è trovare il primo gol con la maglia rossoblù. La dedica è già pronta: «Spero che il primo gol arrivi presto: la dedica sarà per mia sorella, che è la mia forza».
C’è infine la Nazionale maggiore, traguardo al quale il centrocampista guarda dopo aver completato tutto il percorso nelle selezioni giovanili: «La Nazionale maggiore resta un obiettivo primario che mi stimola ogni giorno; dopo il percorso con le selezioni giovanili, sarebbe un’emozione unica».




