L’intuizione di arretrare Gianluca Gaetano di venti metri ha consegnato al Cagliari un nuovo playmaker. Fabio Pisacane ha ridisegnato il centrocampo rossoblù in questa stagione spostando il fantasista classe 2000 dalla trequarti alla cabina di regia, una mossa che ne ha cambiato la prospettiva in campo e il futuro della squadra.
Un cervello per la manovra
La decisione del tecnico è nata dalla necessità di dare fluidità e pulizia alla costruzione del gioco. Pisacane ha visto in Gaetano le qualità per gestire il pallone anche sotto pressione, sfruttandone la personalità e la capacità di smarcarsi per avviare l’azione. Il giocatore non è più un semplice rifinitore offensivo, ma il primo costruttore della manovra, posizionato stabilmente davanti alla difesa. Questa metamorfosi tattica ha permesso alla squadra di trovare un punto di riferimento costante nel palleggio, un elemento in grado di dettare i ritmi e accendere il gioco dal basso.
Qualità e numeri della trasformazione
Nel suo nuovo ruolo, Gaetano ha messo in mostra una visione di gioco periferica e un dribbling efficace. La sua struttura fisica, con i suoi 183 centimetri, gli consente di proteggere palla e resistere ai contrasti. La precisione nei passaggi si unisce alla pericolosità sui calci piazzati, rendendolo un giocatore completo per la mediana. Durante la stagione di Serie A, ha collezionato 32 presenze, contribuendo con due reti, tra cui quella nel successo contro la Roma, e fornendo l’assist per il gol vittoria contro la Juventus. La sua trasformazione lo candida a pilastro del progetto tecnico del Cagliari.




