La Juventus arriverà all’Unipol Domus con qualche interrogativo ancora da risolvere. A sollevarlo è Giuliano Giannichedda, che ha analizzato il momento dei bianconeri ai microfoni di TMW Radio in vista della sfida contro il Cagliari.
L’ex centrocampista ha riconosciuto alla squadra di Spalletti qualità sufficienti per competere nelle zone alte della classifica, ma ha individuato anche un limite preciso. «Il problema della Juve è che ha troppi alti e bassi, ancora non c’è la mentalità forte di essere la Juve e di fare la partita», ha spiegato.
Una Juventus ancora discontinua
È soprattutto la continuità a preoccupare Giannichedda. La Juventus, secondo la sua analisi, possiede una rosa di valore, ma non riesce ancora a proporre con regolarità quella personalità necessaria per imporre le partite.
Il concetto viene ribadito anche quando l’ex giocatore parla dell’organico bianconero. «La Juve negli undici è forte, anche con questi infortuni, ma per stare davanti c’è bisogno di più», ha aggiunto.
Un aspetto che il Cagliari proverà inevitabilmente a mettere alla prova alla ripresa del campionato. La squadra di Fabio Pisacane ha iniziato la stagione con quattro vittorie nelle prime cinque giornate e affronterà quindi i bianconeri in un momento particolarmente interessante del proprio percorso.
Giannichedda: Juve da Champions
Il giudizio complessivo sulla Juventus resta comunque positivo. Giannichedda la considera una squadra «più attrezzata per arrivare tra le prime quattro», collocandola immediatamente alle spalle di Inter e Roma nella sua valutazione della corsa ai vertici.
La profondità dell’organico viene indicata come un altro elemento importante. Avere più giocatori a disposizione, secondo l’ex calciatore, permette infatti di gestire le rotazioni e affrontare meglio anche gli impegni europei.
Il quadro che emerge è quindi quello di una Juventus considerata forte nei singoli e competitiva per gli obiettivi stagionali, ma ancora alla ricerca di una maggiore continuità. Ed è proprio su questo punto che il Cagliari potrebbe cercare di costruire la propria partita all’Unipol Domus.




