Pavoletti, un addio e un futuro da scrivere: "Cagliari è un regalo, spero le nostre strade si ricongiungano"
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Pavoletti, un addio e un futuro da scrivere: “Cagliari è un regalo, spero le nostre strade si ricongiungano”

Leonardo Pavoletti si racconta a DAZN: dall’addio al calcio giocato al sogno di un futuro ancora in rossoblù. Un legame indissolubile con la Sardegna e un gol che ha fatto la storia del club.

Leonardo Pavoletti si è raccontato in una lunga intervista a “Giorgia’s Secret”, il format di DAZN, dal CRAI Sport Center di Assemini. L’ex attaccante ha ripercorso le tappe della sua avventura a Cagliari, un capitolo durato nove stagioni che si è chiuso. Ora si apre una fase di riflessione, tra il recupero fisico e le decisioni sul futuro. “Mi trovo in un periodo particolare della mia vita”, ha spiegato, descrivendo le emozioni contrastanti di un addio al calcio giocato che non è stato come lo aveva sognato.

Nove anni in rossoblù, una vita in Sardegna

Il legame tra Pavoletti e l’isola è nato nove anni fa, con un arrivo in aeroporto che lo colse di sorpresa. “All’apertura delle porte degli arrivi ho trovato davanti a me un mare di gente. E non me lo aspettavo minimamente”, ha ricordato. Quella prima accoglienza fu una scossa, la presa di coscienza di una grande responsabilità. Il rapporto si è poi consolidato nel tempo, trasformandosi in qualcosa di più profondo. La nascita del figlio Giorgio e il rispetto guadagnato fuori dal campo hanno segnato la svolta. “La gente iniziava a capire che Pavoletti non era un calciatore fatto con lo stampino”, ha detto, descrivendo il carattere dei sardi: “All’inizio ti studiano, non ti danno subito affetto. Piano piano ti apprezzano e allora lì riprendi tutto”.

Attimi che valgono una carriera

Ci sono momenti che definiscono un percorso. Per Pavoletti, uno di questi è senza dubbio il gol promozione a Bari. “Quel gol mi emoziona ancora”, ha confessato, rivelando un retroscena con mister Ranieri. “Ero arrabbiato con lui. Ero rimasto in panchina un po’ troppo, per me. Ma, in realtà, aveva ragione lui”. Un altro ricordo indelebile è l’addio all’Unipol Domus, vissuto in borghese a causa dell’infortunio, con un amaro paragone all’addio di Van Basten. Un momento difficile, alleviato da una festa a sorpresa organizzata dai compagni a casa di Deiola. “Ero emozionato come se quella sorpresa me l’avesse fatta un parente, un familiare stretto. Sono ragazzi fantastici e con quel piccolo gesto mi hanno fatto commuovere”.

Uno sguardo al domani

Il futuro è un foglio bianco. Pavoletti deve decidere se cercare nuovi stimoli in campo o intraprendere un’altra strada. L’idea di restare a Cagliari in una nuova veste lo affascina. “Sarebbe bello, non lo nascondo. Vivere a Cagliari per me è sempre stato un regalo, continuare qui per me sarebbe bellissimo”. L’ex attaccante ha anche speso parole di stima per Fabio Pisacane, definito un “predestinato” per il ruolo di allenatore. Al momento, però, non ci sono certezze. “Naturalmente ora ci sono anche altri progetti della Società, resto in attesa, magari le nostre strade potranno ricongiungersi”.