La possibile partenza di Gianluca Gaetano impone al Cagliari una riflessione sulla struttura della squadra. Robert Acquafresca, in un’intervista concessa a L’Unione Sarda, ha analizzato le dinamiche di mercato e la stagione appena conclusa, toccando punti nevralgici per il futuro del club rossoblù.
Mercato e ossatura da rifare
L’eventuale addio del centrocampista rappresenta un punto di svolta. “Sarebbe un peccato se dovesse andare via”, ha commentato Acquafresca, riconoscendo però la logica economica dietro l’operazione. “La società dovrà fare i conti con l’offerta che è arrivata e con la possibilità di realizzare una buona plusvalenza”. La sua cessione, unita alla necessità di sostituire Marco Palestra e a un’eventuale partenza di Gabriele Zappa, costringerebbe il club a ricostruire l’asse portante della formazione, in particolare sulla fascia destra. “Il Cagliari si ritroverebbe col dover rifare l’ossatura della squadra”, ha fatto notare l’ex attaccante, pur mostrando fiducia nelle strategie societarie.
La guida tecnica e i leader
Acquafresca ha promosso la prima stagione di Fabio Pisacane in Serie A, definendola “molto positiva”. Ha messo in luce la difficoltà di allenare ex compagni, un ostacolo superato con abilità. “Gli unici problemi sono stati dopo la cessione di Luperto… ma ha gestito bene anche quel periodo”. Fiducia anche per il direttore sportivo Accardi, “uno dei direttori sportivi più giovani in circolazione” che a Cagliari “può trovare un ambiente bello e far bene”. Sul fronte dei giocatori, un pensiero va ad Andrea Belotti. Dopo un inizio promettente e un infortunio pesante, l’ex Torino “resta un giocatore importante, ha sempre fatto gol e potrà dare una mano”, specialmente nel vuoto lasciato da Leonardo Pavoletti nello spogliatoio.
Tra passato e futuro: stadio e ricordi
Guardando al futuro, la costruzione di un nuovo impianto è un passo irrinunciabile. “Penso che sia fondamentale realizzarlo. La Sardegna e Cagliari meritano una casa degna di questa regione”, ha dichiarato Acquafresca, sottolineando la crescita della città. Questo desiderio di un futuro all’avanguardia si lega ai valori del passato, come quelli vissuti nella salvezza del 2008 con Davide Ballardini. “In quella cavalcata del girone di ritorno ho visto tutta l’unità di un gruppo che è riuscito a venire fuori da una situazione complicata grazie ai suoi valori umani”.




