Alessio Pala aveva intuito qualcosa in Andrea Belotti prima che il suo nome diventasse quello del “Gallo”. L’allenatore, ai tempi della Primavera dell’Albinoleffe, decise di puntare sull’attaccante e di cambiargli posizione, nonostante nell’annata precedente fosse stato utilizzato da esterno.
Oggi Pala torna a parlare di quella scelta e anche della situazione attuale di Belotti, rimasto senza una squadra di Serie A dopo il mancato trasferimento al Cagliari.
“Pensavo potesse diventare un vero centravanti”
Era l’estate del 2011 quando Pala si oppose alla possibile cessione del giovane Belotti. Il tecnico aveva già individuato le caratteristiche che, a suo giudizio, potevano renderlo un attaccante centrale.
“Mi sono imposto perché avevo visto delle doti e pensavo potesse diventare un vero centravanti visto che l’anno prima giocava da esterno”, ha raccontato.
Il lavoro si concentrò soprattutto sulla tecnica. La struttura fisica, le qualità atletiche e il senso del gol erano già presenti. A completare il percorso, secondo Pala, fu soprattutto l’atteggiamento del ragazzo.
“È un ragazzo d’oro ed aveva una gran voglia di imparare, questo è stato fondamentale”.
Il mancato arrivo al Cagliari
Nella stessa intervista Pala ha parlato anche del momento vissuto oggi dall’ex attaccante del Cagliari. L’allenatore si è detto sorpreso dal fatto che Belotti non abbia trovato un’altra squadra in Serie A e ha collegato la situazione anche al mancato superamento delle visite mediche con il club rossoblù.
“Non ho capito perché non abbia trovato squadra in A, forse a causa delle visite non superate con il Cagliari dove è stato molto sfortunato perché aveva iniziato bene”, ha spiegato Pala.
I due, inoltre, si erano sentiti circa un anno fa, tornando a parlare del percorso condiviso all’Albinoleffe.
Da quella Primavera sono passati quindici anni. Pala conserva però un ricordo preciso di quel giovane attaccante e della scelta di trattenerlo per provare a costruirgli un ruolo diverso. Una decisione che, a suo giudizio, avrebbe rappresentato un passaggio importante nella crescita di Belotti.




