Un retroscena sull’esperienza di Diego Godin al Cagliari emerge dalle parole di Francesco Calzona, all’epoca vice allenatore di Eusebio Di Francesco. Intervenuto durante il podcast “Pro Football”, il tecnico ha svelato un metodo di allenamento decisamente singolare richiesto dal difensore uruguaiano, basato sulla resistenza al dolore.
La richiesta di Godin
Calzona ha descritto la pratica nei dettagli, spiegando la sua perplessità iniziale. “Ricordo un allenamento, mi chiedeva di tirargli il pallone addosso da distanza ravvicinata, sullo stomaco, e io non capivo qual era il motivo”, ha raccontato. Godin gli spiegò che era un’abitudine presa in un’altra squadra, forse per “stimolarli alla guerra, al dolore”. La richiesta era precisa: “Mi faceva tirare delle pallonate contro di lui da una distanza ravvicinata, 7-8 metri, per cui tiravo di collo pieno nel suo stomaco”. Nonostante non ne comprendesse l’utilità, Calzona decise di assecondarlo per via del suo status. “È una cosa che non ho mai capito”, ha ammesso, “però se lui voleva farla era anche il giocatore di un livello importante. È chiaro che io l’assecondavo, se lui si sentiva bene io lo assecondavo”.




