Corti: «Il Cagliari deve cambiare mentalità, all’Unipol Domus bisogna comandare»
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Corti: «Il Cagliari deve cambiare mentalità, all’Unipol Domus bisogna comandare»

L’ex portiere Roberto Corti analizza il nuovo Cagliari di Pisacane: serve più aggressività in casa. ‘I giocatori ci sono, ma bisogna cambiare mentalità e non aspettare gli avversari’.

Per Roberto Corti è ancora presto per esprimere giudizi definitivi sul Cagliari. L’ex portiere rossoblù, intervenuto ai microfoni di Tuttocagliari.net, ha sottolineato come la squadra abbia vissuto una vera e propria rivoluzione durante l’estate e abbia bisogno di tempo per trovare equilibrio e automatismi.

Secondo Corti, il lavoro più importante per Fabio Pisacane sarà quello di costruire un’identità precisa attorno a un gruppo profondamente rinnovato. I presupposti, però, non mancano. «Ci sono giocatori di categoria», osserva l’ex numero uno, facendo riferimento agli arrivi di Romano, Fazzini e Gagliardini.

Un passaggio è dedicato anche a M’Bala Nzola, attaccante chiamato a garantire peso offensivo ed esperienza: «Non sarà un grande centravanti, ma i suoi gol li ha sempre fatti». Più articolata l’analisi su Daniel Maldini, considerato un talento di qualità tecnica evidente ma ancora alla ricerca della continuità caratteriale necessaria per diventare un punto di riferimento. «Deve calarsi il più in fretta possibile nella dimensione di una squadra come il Cagliari», il pensiero di Corti.

Difesa promossa, fiducia nella nuova veste di Deiola

Tra i reparti che convincono maggiormente l’ex portiere c’è quello arretrato. In particolare, Corti ha apprezzato l’adattamento di Alessandro Deiola nel ruolo di difensore centrale, soluzione che nelle prime uscite ha dato risposte incoraggianti.

«Non sta facendo male», sottolinea, evidenziando come la versatilità e l’esperienza del capitano possano rappresentare una risorsa preziosa in una fase di assestamento per tutta la squadra.

Contro il Lecce serve un atteggiamento diverso

Il punto centrale dell’analisi riguarda però l’approccio alle partite, soprattutto quelle da disputare davanti al pubblico dell’Unipol Domus. Per Corti, il Cagliari non può permettersi di attendere sistematicamente gli avversari.

«Non bisogna continuare ad aspettare gli avversari, anche perché non abbiamo in rosa grandi contropiedisti», spiega l’ex rossoblù. Un concetto che diventa ancora più attuale alla vigilia della sfida contro il Lecce, considerata una delle prime gare chiave nella corsa salvezza.

Secondo Corti, la squadra deve provare a prendere in mano il gioco fin dalle prime battute, aggredendo l’avversario e imponendo il proprio ritmo. «Chi viene a giocare a Cagliari deve sapere che all’Unipol Domus comandiamo noi», afferma.

Coraggio e personalità per inseguire la salvezza

La ricetta indicata dall’ex portiere è semplice ma impegnativa: più coraggio, più iniziativa e meno attendismo. Un cambiamento di mentalità che, a suo giudizio, può fare la differenza nel corso della stagione.

La salvezza resta l’obiettivo prioritario dei rossoblù e, per raggiungerla, servirà costruire un’identità chiara soprattutto nelle gare casalinghe. «La vittoria è possibile, ma bisogna avere la personalità di imporre il proprio gioco», è il messaggio lanciato da Corti alla squadra di Pisacane.