“Cerco di guadagnarmi sempre più fiducia”. Nicola Grandu, giovane attaccante del Cagliari, riassume così il suo momento in rossoblù. Al termine della partita contro il Modena, ha parlato del suo percorso e delle ambizioni, spiegando come sta vivendo l’opportunità di far parte della prima squadra. Le sue parole, raccolte da TuttoCagliari.net, rivelano determinazione e un forte legame con l’ambiente.
Un sogno chiamato Serie A
Vestire la maglia rossoblù ha trasformato un’aspirazione in un obiettivo concreto. “All’inizio non era un sogno, perché quando sei piccolo non pensi a queste cose”, ha spiegato Grandu. “Poi, quando è capitata l’opportunità di giocare per il Cagliari, lo è diventato”. La sua strada è fatta di impegno quotidiano e della volontà di apprendere dai compagni più esperti, un approccio umile confermato dalle sue parole: “Sto cercando di imparare il più possibile da tutti e poi si vedrà. Continuo a lavorare per questo”.
Pisacane e Deiola, i punti di riferimento
Nella sua crescita, un ruolo centrale è quello del tecnico Fabio Pisacane, che Grandu definisce “un mentore”. Il loro rapporto va oltre il campo: “È stato uno dei primi a credere in quello che potevo fare”, ha raccontato l’attaccante. L’allenatore non risparmia critiche costruttive per spronarlo. “Mi bacchetta molto, mi rimprovera spesso. Ci tiene e vuole farmi migliorare, e io cerco di fare tutto quello che mi chiede”. Fondamentale anche il supporto dei compagni, come Alessandro Deiola prima del suo ingresso in campo: “Mi ha detto di stare tranquillo, giocare come so fare senza pensare troppo all’errore o alle conseguenze”.
Ispirazione e consapevolezza
Per migliorarsi, Grandu non ha un modello unico ma osserva con attenzione profili specifici. Studia giocatori come Cucurella, a cui si sente fisicamente vicino, e il compagno di squadra Adam Obert. La sua consapevolezza si estende alle caratteristiche fisiche, che trasforma in un punto di forza anziché un limite. Una visione chiara e controcorrente, riassunta in una battuta: “La mia statura penso sia la mia più grande forza. Se fossi stato 10 cm più alto, magari non sarei stato qui”.




