Un richiamo forte al rispetto per la maglia, per i compagni e per i tifosi. L’ex attaccante del Cagliari, Jeda, ha preso una posizione netta sulla vicenda che ha coinvolto Lameck Banda, esterno del Lecce. Le sue parole, affidate a un post che si può leggere su tuttocagliari.net, non lasciano spazio a interpretazioni, esprimendo amarezza e rabbia per l’accaduto.
“Questa storia mi fa male”
Jeda non entra nei dettagli della situazione, ma fissa un punto fermo legato alla gratitudine. “La vicenda di Banda mi dispiace. E, sinceramente, mi fa anche arrabbiare”, ha esordito l’ex giocatore. Il suo ragionamento parte da un presupposto chiaro: “Quando parti da lontano e il calcio ti porta a giocare in Serie A, in una città come Lecce, devi ricordarti ogni giorno da dove sei partito”. Il brasiliano ha poi rievocato la sua esperienza personale in Salento come metro di paragone. “Io sono arrivato a Lecce con tanti sogni e una fame enorme. Quella città mi ha accolto, mi ha dato fiducia e mi ha permesso di vivere qualcosa che sembrava impossibile”.
“Puoi cambiare squadra, ma devi metterci la faccia”
Il fulcro del messaggio di Jeda riguarda la professionalità e la correttezza. L’ex rossoblù non contesta la volontà di un giocatore di cercare nuove opportunità, ma le modalità con cui ciò avviene. “Non mi sono mai sentito più grande di quella maglia. Mi sono sempre sentito fortunato di poterla indossare”, ha spiegato, prima di affondare il colpo. “Puoi voler cambiare squadra. Puoi avere dei problemi. Puoi scegliere un’altra strada. Ma devi metterci la faccia. Perché il rispetto per il club, per i compagni e, soprattutto, per i tifosi viene prima di tutto”. La chiusura è un atto d’amore verso la sua ex squadra e la sua gente. “Lecce non ti chiede di essere perfetto. Ti chiede di dare tutto e di rispettare ciò che rappresenti. Per questo questa storia mi fa male. Lecce merita rispetto. Sempre”.




