Nel calcio non restano amici. La riflessione amara è di Mauro Esposito, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, ha descritto un ambiente dove i legami si dissolvono. “Sono spariti tutti,” ha confessato l’ex attaccante. Pur mantenendo un buon rapporto con ex compagni del Cagliari come Langella, Suazo e Conti. Per lui gli amici veri sono altrove: “Condividi annate, stagioni, e poi, alla fine, svanisce tutto”, spiega.
L’esempio di Gianfranco Zola
A questo quadro fa da contraltare una figura. Quella di Gianfranco Zola, un’icona che Esposito ricorda con profonda stima per la sua etica professionale durante l’esperienza in Sardegna. Un modello da seguire: “Il giocatore a cui sono più affezionato nella mia carriera? Zola”, ha raccontato, rievocando il suo ritorno in rossoblù. A 37 anni, in Serie B, si presentò con un’umiltà esemplare, arrivando al campo un’ora prima e andandosene un’ora dopo gli altri. Un professionista instancabile: “Lo guardavamo battere le punizioni: uno spettacolo”, ha aggiunto. Poi un ricordo su Cellino: “Mi ha cambiato la vita, sopravvivevo pure alle sue scaramanzie. Rimpianto? Non aver giocato il Mondiale 2006”.




