Melis promuove Pisacane: "Ha dimostrato di essere capace". Poi l'affondo sul calcio italiano e i giovani
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Melis promuove Pisacane: “Ha dimostrato di essere capace”. Poi l’affondo sul calcio italiano e i giovani

L’ex attaccante del Cagliari, Emiliano Melis, analizza la stagione di Pisacane e non risparmia critiche al sistema calcio italiano, dalla gestione dei giovani alla crisi della Nazionale.

Emiliano Melis analizza il presente del Cagliari e allarga lo sguardo sul calcio italiano. L’ex attaccante rossoblù ha parlato del lavoro di Fabio Pisacane, della rosa a disposizione del tecnico e delle difficoltà che, a suo parere, stanno frenando la crescita dei giovani.

Melis promuove Pisacane: “Ha dimostrato di essere capace”

Il giudizio sul lavoro svolto da Fabio Pisacane alla guida del Cagliari è positivo. Secondo Melis, l’allenatore ha saputo affrontare una prima esperienza importante in panchina riuscendo a raggiungere gli obiettivi prefissati e valorizzando alcuni elementi della squadra.

“Ha fatto un ottimo lavoro”, ha spiegato l’ex attaccante, sottolineando come Pisacane abbia dimostrato le proprie capacità nonostante il salto dalla Primavera alla prima squadra.

Guardando alla rosa attuale, Melis parla di un gruppo con qualità ma senza individuare, al momento, giocatori capaci di rappresentare un valore assoluto come accaduto in passato. “È una buona squadra, un livello tecnico accettabile”, il suo pensiero, accompagnato dal paragone con alcune figure del passato rossoblù: “Non ci sono giocatori alla O’Neill o Zola”.

La critica sulla Primavera e il tema dell’identità

Uno dei temi affrontati riguarda il settore giovanile. Melis ha espresso perplessità sulla composizione delle squadre Primavera, criticando l’eccessiva presenza di giocatori stranieri rispetto alla valorizzazione dei talenti locali.

“È una follia avere 12-13 stranieri su 18 giocatori e poi arrivare terzultimi”, ha dichiarato l’ex rossoblù, auspicando un maggiore spazio per i giovani del territorio e per quei calciatori capaci di rappresentare un senso di appartenenza.

Secondo Melis, la crescita di un giocatore deve passare dalla meritocrazia e dalla conquista del posto in squadra, non da un impiego garantito.

La riflessione sul calcio italiano

L’analisi si è poi spostata sulla situazione generale del movimento italiano. Melis ha parlato di un calcio in difficoltà, collegando i problemi della Nazionale alla mancanza di nuovi talenti in grado di raccogliere l’eredità dei grandi campioni del passato.

Tra le cause indicate dall’ex attaccante c’è anche la gestione dei giovani nelle categorie inferiori. “Se tu li fai giocare per grazia ricevuta gli stai facendo solamente del male, uno deve giocare per meritocrazia”, ha spiegato.

Un tema che riguarda anche le strutture e gli investimenti nel calcio italiano, con particolare attenzione alle difficoltà che coinvolgono realtà come quella sarda.

Il ricordo del Cagliari e l’esordio in Serie A

Nel corso dell’intervento non sono mancati i ricordi legati al percorso vissuto con la maglia rossoblù. Melis ha raccontato l’emozione di essere arrivato in prima squadra dopo la crescita nel settore giovanile del club.

“Sono riuscito a coronare il sogno che è quello di tutti i bambini cagliaritani, ovvero giocare nel Cagliari”, ha ricordato.

L’esordio in Serie A contro il Bologna resta uno dei momenti più significativi della sua carriera: “Quando mi ha chiamato il mister l’emozione è stata fortissima. Quando entri in campo per 10 secondi non capisci neanche dove sei”.

Un legame con il Cagliari costruito negli anni e segnato dalle figure che lo hanno accompagnato nella crescita, dentro e fuori dal campo.