Roberto Muzzi, ospite del podcast ufficiale del club Cagliari PodCasteddu, ha condiviso alcuni ricordi della sua esperienza in maglia rossoblù. L’ex attaccante ha parlato del suo arrivo in Sardegna, del legame con la tifoseria e ha offerto una riflessione sul momento attuale della squadra.
L’impatto con l’ambiente rossoblù
Arrivato da Roma, Muzzi ha descritto il suo primo impatto con la realtà del Cagliari. Un ruolo chiave lo ebbero due compagni di squadra, Pusceddu e Herrera: “Il primo giorno di allenamento mi presero da una parte e mi fecero capire subito che lì non giocavo con la Roma, ma con il Cagliari“. Quell’episodio fu decisivo per fargli comprendere l’importanza dell’attaccamento alla maglia e il legame con il popolo sardo. L’ex giocatore ha anche ricordato le parole del tecnico Mazzone prima del suo trasferimento: “Roberto, vai lì che diventi giocatore e diventi uomo“.
La conquista della fiducia e l’affetto dei tifosi
Nonostante la forte concorrenza in attacco, con la presenza di Luis Oliveira e Dely Valdés, Muzzi era determinato a guadagnarsi un posto e la stima dei tifosi. Ha descritto la sensazione di essere accolto con calore fin dal suo arrivo: “Dal primo giorno ho avuto la sensazione che la gente mi volesse già bene“, ricordando l’affetto ricevuto dalle persone per strada prima ancora che lo conoscessero come calciatore. “Ogni volta che giocavo la domenica mi tornava in mente l’immagine delle persone che mi incontravano per strada, senza sapere chi fossi, come giocassi o cosa facessi, e che già mi dimostravano un affetto enorme“.
Uno sguardo al presente
Muzzi ha commentato anche il percorso attuale della squadra e, pur esprimendo soddisfazione per i risultati, ha invitato a mantenere la concentrazione: “Fa sicuramente piacere vedere come stanno andando le cose, però bisogna tenere i piedi per terra, perché il campionato è lungo“,. L’ex attaccante ha aggiunto che, mantenendo chiaro l’obiettivo stagionale, “è giusto anche che i tifosi sognino un pochino“.




