L’ex attaccante Lulù Oliveira ha analizzato l’inizio di stagione del Cagliari, soffermandosi sulla prossima sfida contro la Juventus all’Unipol Domus. Pur riconoscendo l’ottimo rendimento della squadra, ha messo in guardia i rossoblù sui rischi da evitare e sull’incognita rappresentata dalla lunga pausa per le nazionali.
La trappola da evitare con la Juventus
Secondo Oliveira, la chiave tattica per la partita contro i bianconeri è chiara. Il Cagliari non dovrà snaturare il proprio gioco. “Anche contro i bianconeri Fabio Pisacane non dovrà impostare una partita di sola attesa”, ha spiegato l’ex giocatore, ricordando come in passato la squadra abbia sofferto quando si è abbassata troppo. L’approccio dovrà essere quello di giocare a calcio, come fatto finora, senza limitarsi al contropiede. Oliveira ha fatto notare che la Juventus è ancora in una fase di assestamento, e giocare in casa può rappresentare un’opportunità per mettere in difficoltà l’avversario.
L’incognita della sosta e i meriti di Pisacane
L’avvio di campionato del Cagliari, con quattro vittorie in cinque partite, è stato definito “totalmente inaspettato” da Oliveira. Il merito va all’allenatore, che “ha trovato la formula giusta e le giuste posizioni in campo per tutti i giocatori”. La principale preoccupazione riguarda la sosta di tre settimane. “Bisognerà capire e verificare se il gruppo ha saputo mantenere gli equilibri tattici e mentali che aveva precedentemente acquisito”, ha dichiarato, auspicandosi che la pausa non abbia causato disagi. Sarà compito di Pisacane riprendere il comando delle operazioni.
Piedi per terra e massima concentrazione
Nonostante i risultati positivi, Oliveira invita a mantenere la calma. “Quando vinci quattro partite su cinque è dura trovare qualcosa che non vada per il verso giusto”, ha ammesso, ma ha anche ricordato che il campionato è ancora lungo. Per questo, i tifosi devono avere “i piedi ben piantati per terra”. La vera chiave per continuare su questa strada è la concentrazione, richiesta a ogni singolo giocatore, “dal portiere che deve parare all’attaccante che deve restare freddo e lucido sotto porta”, con un riferimento implicito a Elia Caprile. L’elemento fondamentale, secondo Oliveira, è credere nel progetto della società e dell’allenatore.




