Pavoletti, il futuro da ds e il retroscena su Ranieri: "Con lui tornati i cross"
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Pavoletti, il futuro da ds e il retroscena su Ranieri: “Con lui tornati i cross”

L’ex capitano del Cagliari, Leonardo Pavoletti, svela il suo futuro da direttore sportivo e racconta un aneddoto su Ranieri: “Ci disse come sarebbe finita a Bari”.

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L’ex capitano del Cagliari, Leonardo Pavoletti, ha intrapreso un nuovo percorso a Coverciano per diventare direttore sportivo. In un’intervista al Corriere dello Sport, ha parlato del suo futuro e ha ripercorso momenti chiave della sua esperienza in Sardegna, svelando dettagli sul rapporto con Claudio Ranieri e sul suo legame con la città.

Un futuro da direttore sportivo

Pavoletti ha spiegato la sua scelta di studiare per diventare direttore sportivo, un ruolo che sente affine alla sua natura. Lo descrive come “centrale ma non di protagonismo”, paragonandolo al suo modo di interpretare la carriera di attaccante. “Mi sono sempre sentito un attaccante operaio, cioè devo lavorare per la squadra”, ha affermato, vedendo nel ds una figura che opera per il bene comune senza cercare i riflettori.

L’ex attaccante non si ispira a un singolo modello, ma punta a trarre il meglio dai tanti direttori sportivi avuti in carriera. La sua filosofia si basa sulla credibilità e sull’essere se stessi per far arrivare il messaggio giusto alla società, ai giocatori e all’allenatore. Un ruolo di equilibrio e gestione, lontano dai soli tre mesi di calciomercato.

Ranieri e la promozione: “Ci disse tutto prima”

Il ricordo di Claudio Ranieri è legato a una svolta tattica precisa. “Con mister Ranieri finalmente erano tornati i cross! Per me era un sogno”, ha raccontato Pavoletti. L’allenatore di Testaccio aveva subito capito come sfruttare le caratteristiche sue e di Lapadula, puntando con decisione sulle fasce per rifornire l’area di rigore.

Pavoletti ha poi svelato un retroscena sulla finale playoff di Bari. “Il progetto era quello di tenere lo 0-0 fino al 75′-80′ e poi iniziare a buttare cross. Ce lo disse nei giorni prima”. La credibilità del tecnico fu decisiva. “Quando ti dice una cosa ci credi: la credibilità, l’esperienza, la sensazione che quando vede una cosa è quella. Aveva ragione!”.

Cagliari, un legame oltre il campo

Il legame con Cagliari è definito come sentirsi a casa. Pavoletti ritiene di essere entrato nel cuore dei tifosi non solo per i gol, ma per il suo modo di vivere la città, connettendosi con le persone nella vita di tutti i giorni. “Diventi uno di loro perché io sono contento di essere lì con loro”, ha spiegato, sentendosi un privilegiato per questo rapporto speciale.

L’ex capitano ha anche condiviso un’abitudine personale durante gli infortuni: guardava le partite da solo in uno stanzino isolato all’interno dello stadio. Questa scelta gli permetteva di non farsi influenzare dai commenti esterni e di analizzare la gara con lucidità, per poi dare consigli utili ai compagni a fine primo tempo. Sebbene la carriera da calciatore sembri avviata alla conclusione, Pavoletti non chiude del tutto la porta: “Vediamo fino a gennaio se esce qualcosa, un’esperienza di vita, una cosa che mi possa prendere da dentro”.