L’ex attaccante del Cagliari Jeda è intervenuto sulla vicenda che coinvolge Sebastiano Esposito e il club rossoblù. Attraverso il proprio profilo Instagram, l’ex giocatore ha espresso il proprio punto di vista sulla situazione, invitando tutte le parti a ridurre i toni e a cercare un confronto diretto.
«Il rumore rischia di fare più danni del problema»
Prima di affrontare la questione Esposito, Jeda ha dedicato un pensiero a Yael Trepy, attualmente ricoverato in terapia intensiva dopo il grave incidente dei giorni scorsi.
Poi il brasiliano ha spostato l’attenzione sul caso dell’attaccante. Jeda ha precisato di non conoscere tutti i dettagli della vicenda e di non voler stabilire ragioni e torti, ma ha individuato un aspetto che lo lascia particolarmente perplesso: il modo in cui la situazione è arrivata all’attenzione pubblica.
Secondo l’ex rossoblù, quando una controversia viene alimentata attraverso dichiarazioni riportate dai giornali, il rischio è che a rimetterci sia soprattutto il calciatore. «Quando i procuratori cominciano a parlare attraverso i giornali e i toni diventano pesanti, quasi sempre il conto più caro lo paga il calciatore», ha scritto.
«Il procuratore non dovrebbe diventare il protagonista»
Jeda ha poi espresso una posizione netta sul ruolo degli agenti: «Un procuratore è al servizio del giocatore. Punto».
Nel suo ragionamento, il compito dell’agente dovrebbe essere quello di proteggere il proprio assistito, consigliarlo e accompagnarlo nelle scelte professionali, senza finire al centro della vicenda.
L’ex attaccante ha riconosciuto che problemi e responsabilità possono esistere da entrambe le parti, ma ritiene che questioni di questo tipo debbano essere affrontate direttamente. «Certe discussioni si affrontano guardandosi negli occhi, nelle stanze giuste», ha spiegato.
L’invito a ricucire
Jeda ha sottolineato anche le possibili conseguenze di uno scontro pubblico: tifosi schierati, società irrigidite e un giocatore che rischia di ritrovarsi al centro di una situazione più grande di lui.
Proprio per questo l’ex Cagliari ha auspicato un ritorno al dialogo tra le parti. Ha definito Esposito «un buon giocatore» e ha ricordato come Cagliari possa rappresentare un ambiente importante per la sua crescita.
Il messaggio finale è quindi rivolto a tutti i protagonisti della vicenda: abbassare i toni, sedersi attorno a un tavolo e provare a trovare una soluzione. Secondo Jeda, lasciare che il conflitto finisca per oscurare il calcio sarebbe un peccato sia per Esposito sia per il Cagliari.




