Pisacane elogiato da Cecchi: Ha costruito un Cagliari con un'identità precisa
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Pisacane elogiato da Cecchi: Ha costruito un Cagliari con un’identità precisa

Il giornalista Stefano Cecchi analizza il successo del Cagliari sul Lecce, elogiando il tecnico Fabio Pisacane per aver creato un collettivo solido e con un’identità chiara, nonostante un mercato estivo poco convincente.

Il Cagliari ha convinto Stefano Cecchi più sul campo che sul mercato. Il giornalista ha analizzato a Radio Sportiva l’inizio di stagione dei rossoblù, sottolineando soprattutto il lavoro di Fabio Pisacane. La campagna acquisti non lo aveva convinto del tutto, ma la squadra ha trovato un’identità precisa e sta ottenendo risultati attraverso il gioco collettivo.

Pisacane e la forza del gruppo

Cecchi parte dalle cessioni della scorsa estate. «A me la campagna acquisti del Cagliari ha convinto a metà, perché il Cagliari ha perso tantissimo», ha spiegato, citando tra gli altri Palestra, Folorunsho, Gaetano e Sebastiano Esposito.

Secondo il giornalista, i nuovi arrivati non hanno caratteristiche tali da far pensare a un organico nettamente superiore rispetto a quello della passata stagione. Eppure, il Cagliari sta funzionando.

Il merito, secondo Cecchi, è soprattutto di Pisacane: «È proprio bravo, riesce a far diventare squadra un gruppo di ragazzi che magari in passato hanno anche fallito».

Il valore dei rossoblù, quindi, non viene individuato tanto nel singolo talento quanto nella capacità di muoversi come collettivo. L’organizzazione permette al Cagliari di difendersi e ripartire con un’idea precisa, facendo leva su quella che Cecchi definisce una «idea collettiva del calcio».

Il contatto tra Gagliardini e N’Dri

Nel corso del suo intervento, Cecchi ha espresso anche il proprio giudizio sull’episodio del finale di Cagliari-Lecce, quando Roberto Gagliardini e N’Dri sono entrati in contatto nell’area rossoblù.

La sua valutazione è opposta a quella di chi aveva chiesto il calcio di rigore per il Lecce. «C’è mai rigore per il Lecce? Secondo me no, secondo me no», ha affermato.

Cecchi riconosce il contatto tra i due giocatori, ma lo considera troppo lieve per assegnare un penalty: «Non può essere quel minimo contatto a decidere una partita».

La stessa posizione si riflette nella sua considerazione sull’utilizzo del VAR. Il giornalista si è detto favorevole a un intervento della tecnologia limitato ai casi in cui ci sia un errore evidente e inequivocabile.

Per Cecchi, dunque, il Cagliari ha trovato nel lavoro di Pisacane una risposta alle perplessità nate durante il mercato: meno dipendenza dalle individualità e una squadra costruita attorno a un’identità comune.